Pertosse, una malattia da temere

La pertosse è una patologia che si diffonde in maniera quasi endemica a causa della facilità con cui può essere contratta.

La Pertosse è una malattia che colpisce i polmoni e le vie respiratorie. Il responsabile dell’infezione è la Bordetella Pertussis, un batterio di forma ovalare che, colpendo le cellule epiteliali del polmone ne ostacola il normale funzionamento. In particolare inibisce non solo l’attività delle ciglia (il cui compito è quello di eliminare i detriti che si trovano lungo le vie respiratorie), ma anche – più in generale – debilita il sistema immunitario.

Che cos’è la pertosse

E’ sufficiente che un individuo inali della saliva infetta, sia nella forma degli starnuti, della tosse o anche – più semplicemente – durante durante una conversazione. Dal momento del contatto trascorrono in media 10 giorni (il range spazia dai 6 ai 20) prima che si manifestino i primi sintomi. A questo punto la pertosse si articola principalmente in tre fasi consequenziali:

  • Fase catarrale: si manifesta con sintomi analoghi a quelli di una banale influenza quale tosse, raffreddore, naso che cola, spossatezza e febbre (nei bambini è accompagnata ad una forte irritabilità)
  • Fase parossistica: Può durare anche più di un mese; il paziente, soprattutto di notte, può incorrere in vere e proprie crisi tussive: queste si concretizzano in colpi di tosse parossistici e ripetuti, che possono prolungarsi oltre la mezz’ora. Il paziente manifesta un numero elevato di colpi di tose durante lo stesso respiro; ossia il bambino non respira tra un colpo di tosse e l’altro. Lo sforzo della tosse è così marcato che spesso al termine della crisi tussigena il bimbo vomita. La presenza di tosse insistente e vomito è assai caratteristico e deve fare pensare alla possibile diagnosi di pertosse.
  • Convalescenza: è collocata al termine del processo infettivo e porta il paziente alla progressiva ripresa delle forze in concomitanza con la scomparsa dei sintomi della pertosse.

Epidemiologia della Pertosse

La Pertosse, prima che venisse introdotto il vaccino era tra le principali cause di decesso soprattutto tra i neonati, a cause di complicanze respiratorie.

I dati forniti dal Ministero della Salute mostrano come tra il 1996 e il 2015 (ultimo aggiornamento disponibile) si oscilli tra i quasi 65.000 casi del primo anno preso in analisi e i 1.100 del 2005. Il dato rassicurante è che la tendenza è quella di una costante diminuzione delle epidemie, soprattutto in Italia dove nel 2015 sono stati registrati 461 casi. Tuttavia il caso italiano è da considerarsi un’isola felice sia rispetto al resto d’Europa (ad esempio in Germania sono stati registrati, solo nel 2015 più di 8.000 casi) e alla situazione nei Paesi in via di sviluppo dove, purtroppo, la prevenzione tramite vaccino è ancora sporadica.

Vaccini contro la Pertosse

A cause delle gravi complicanze che possono insorgere nei bambini è stato introdotto, a partire dagli anni ‘40 un vaccino che può essere somministrato in due forme:

  • Esavalente: garantisce la protezione, oltre che per la pertosse, anche per altri cinque ceppi infettivi ovvero Difterite, Epatite B, Hib, Poliomielite e Tetano. Il vaccino deve essere somministrato entro il primo anno di vita del neonato in tre dosi, rispettivamente al terzo, al quinto e poco prima dell’anno. È inoltre previsto un richiamo solo per alcuni ceppi intorno ai 6 anni di età
  • DTPa: permette di proteggere il bambino da Difterite, Tetano e Pertosse e deve essere somministrata in tre fasi come nel caso nell’esavalente. È inoltre previsto un richiamo entro i 6 anni di età e poi ai 14 anni; comunque, per garantire una copertura completa, è consigliato rinnovare il vaccino ogni 10 anni.

Per ricevere ulteriori informazioni, far visitare il tuo bambino o ricevere suggerimenti circa il vaccino rivolgiti al tuo pediatra. Monza vanta la presenza del dottor. Paolo Tagliabue – primario del reparto di pediatria da 2000 e titolare di uno studio privato – che saprà diagnosticare e curare la pertosse e tutte le altre malattie che colpiscono neonati e bambini in età pre-scolare e scolare con efficacia e precisione.

Perchè il vaccino contro la pertosse in gravidanza

Il vaccino contro la Pertosse conferisce una immunità efficace ma questa immunità è evanescente, cioè svanisce se non si continua a ripetere richiami periodici.
Ne consegue che se i bambini che vengono richiamati all’età di 6 anni per l’ultima volta possono essere globalmente considerati immuni, così non si può dire per le altre epoche della vita. Ed infatti oggi che è responsabile della diffusione della bordetella sono al contrario di quanto si possa immaginare gli anziani; ed è facile immaginare come sia difficile fare diagnosi di pertosse in un adulto. I bambini iniziano il ciclo vaccinale a due-tre mesi e quindi i bambini di età compresa tra 0 e tre mesi sono esposti al contagio: e sono anche i bambini più fragili e a maggior rischio di avere decorsi potenzialmente mortali. Per tale motivo si consiglia di sottoporre le donne in gravidanza a vaccinazione DTPa al fine di produrre anticorpi che passando al bambino attraverso la placenta, lo proteggono nella finestra temporale 0-3 mesi.

Il vaccino non comporta alcun rischio per il feto oltre che essere efficace nella prevenzione della pertosse.

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