Quali sono le migliori storie di magie brevi per bambini

Le storie di magie per bambini sono numerose e varie. Vediamo quali sono, tra le brevi, quelle più belle e avvincenti da raccontare ai vostri piccoli.

Esistono moltissime storie di magie per bambini. Alcune sono veri e propri libri o cartoni animati, altre consistono in brevi favole, spesso da raccontare prima della buonanotte.

Le fiabe, che contengono per definizione l’elemento magico, sono considerate, oltre che semplice intrattenimento, anche un potente strumento educativo. Sentire raccontare storie già dai primi anni di vita, infatti, stimola la fantasia narrativa e la curiosità che porterà, vero i sei anni, a leggere autonomamente. Inoltre, ascoltare storie di magie per bambini permette di conoscere sia l’area della realtà che quella della fantasia. Non bisogna temere che i bambini le confondano: la distinzione diventerà chiara da sé. Infine, molte fiabe contengono una morale e, grazie a questo loro intrinseco valore pedagogico, vengono utilizzate anche nelle scuole dell’infanzia e primarie.

Le fiabe magiche brevi

Non tutte le fiabe corrispondono a quelle lunghissime storie trasposte in cartone animato senza contare che, spesso, anche queste stesse possono essere notevolmente accorciate riducendo la trama all’osso. Quando dovete far addormentare o semplicemente distrarre i vostri bambini, è possibile che preferiate leggere loro delle fiabe, raccontarle andando a memoria oppure inventarle voi stessi. Oggi ve ne proponiamo due tratte da “Favole al telefono”, un libro risalente al 1962 e scritto dal famoso autore di narrativa per bambini e giovani Gianni Rodari.

Il palazzo gelato di Bologna

La prima di queste storie di magie per bambini è ambientata a Bologna e, più precisamente, sulla piazza Maggiore. Qui venne costruito un giorno un palazzo di gelato, che tutti i bambini della città corsero a leccare. Tutto era in gelato, fatta eccezione per i comignoli di frutta candita, il fumo in zucchero filato e i tetti in panna montata. Un bimbo piccolo, a un certo punto, cominciò a leccare una per una le gambe del tavolo fino a quando questo, zoppo, cadde facendo scivolare i piatti di gelato al cioccolato, il più buono.

Ma, poiché il palazzo intero cominciava a sciogliersi, una guardia diede l’allarme. Allora tutti si affrettarono a leccare il palazzo perché neanche una sola goccia di gelato andasse persa. Qualcuno potrò persino una poltrona in gelato riservata a una povera vecchiata che non riusciva a farsi largo tra la folla. Per ordine stesso dei dottori, nessuno ebbe mal di pancia in seguito a quella giornata. Essa divenne famosa e, ancora oggi, i genitori rispondono ai bambini che chiedono l’ennesimo gelato che per loro ci vorrebbe il palazzo di Bologna.

Magie di cioccolato

La seconda di queste due storie di magie per bambini riguarda ancora una volta i dolci. Tre fratelli, camminando insieme per le vie della città, si imbatterono un bel giorno in una strada insolita e curiosamente liscia. I tre non riuscivano a capire di cosa fosse composta, poiché non poteva trattarsi né di legno né di carbone. Per scoprire di cosa si trattasse, i tre iniziarono a leccarla e scoprirono che era di cioccolato. Iniziarono a leccare, mordere e mangiare fino a quando, a fine giornata, non ne fu restato nemmeno un pezzetto: tutto il cioccolato era scomparso, così come la strada.

Disperati perché non sapevano né dove si trovassero né come tornare a casa, i bambini si imbatterono casualmente in un contadino. Questi, avuta pietà di loro, si offrì di dargli un passaggio sul suo carro e li riportò fin sulla parto di casa. Una volta arrivati, i tre fratellini si accorsero che il carro era interamente in biscotto e lo divorarono sino all’ultimo boccone.

Fiabe di oggetti magici

Molte fiabe non contengono solo personaggi magici, bensì anche oggetti. L’esempio più famoso è quello di “La Bella e la Bestia”. La protagonista, Belle, una ragazza di campagna, si ritrova prigioniera nel castello della Bestia, a cui si offre spontaneamente per salvare suo padre dallo stesso destino. La giovane scoprirà ben presto che il castello è interamente stregato, a causa di un sortilegio scagliato tempo prima per punire il principe della sua malvagità. Il principe, adesso, non è che la Belva stessa, mentre tutti i servitori del palazzo sono stati trasformati in oggetti magici e parlanti.

Troviamo quindi Lumière, il candelabro maggiordomo, il suo amico orologio, Chicco, la tazzina da tè, un bambino figlio della stessa teiera, un guardaroba con voce da donna, una scopa che è in realtà una fanciulla, un intero servizio di posate, piatti, bicchieri parlanti e molti altri oggetti di questa risma.

Re Artù

Altre storie di magie per bambini prevedono che gli oggetti abbiano poteri magici, anche se spesso in modi diversi. Basti pensare ai fagioli magici, un escamotage sfruttata da più di una fiaba. Questi fagioli vengono normalmente piantati per poi diventare enormi e condurre nel cielo o in un universo parallelo. Nella fiaba di “Re Artù e la Spada nella Roccia”, invece, è proprio la spada dal titolo a possedere poteri magici. Piantata da tempo nella roccia, la spada non può essere stratta da nessuno, per quanto forte, se non dal vero Re Artù. Questi, al momento della verità, non è che un ragazzino, che verrà affiancato da Mago Merlino e riuscirà infine a sconfiggere i suoi avversari.

Fiabe di mare

Se invece parliamo di storie di magie per bambini ambientate nel mare o in un luogo di mare, la prima a cui pensiamo è indubbiamente “La Sirenetta”. Nella versione originale, tale fiaba prevedeva un finale drammatico, ma in seguito è stata riadattata come storia per bambini dalla Disney e in altre versioni ed è stato riscritto un lieto fine per la protagonista e il suo amato.

La Sirenetta di Disney

La prima è Ariel, una principessa sirena, figlia del re Tritone. Insoddisfatta della sua vita negli abissi, vorrebbe scappare sulla Terra. Nonostante i tentativi di dissuasione da parte del suo consigliere Sebastian, Ariel arriva sino in superficie per sbirciare una nave sulla quale si svolge la festa di compleanno del principe Eric, del quale la sirena si innamora a prima vista. La nave naufraga ma Ariel riesce a salvare Eric dall’annegamento e canta per lui, fuggendo appena questi riprende conoscenza per evitare di essere scoperta. Quando la sirena torna negli abissi, interviene la perfida Ursula, che da sempre ambisce a sottrarre il tridente a Tritone per assumere il controllo degli abissi.

La voce per le gambe

Ursula propone un patto ad Ariel. La trasformerà per tre giorni in un’umana, ma in cambio tratterrà la sua voce. Se, in questi tre giorni, la ragazza riuscirà a ottenere il bacio del vero amore, la sua voce le verrà restituita e potrà tenere le sue gambe. Ma, in caso contrario, Ariel tornerà a essere una sirena e apparterrà a Ursula.

Ariel si ritrova in forma umana sulla spiaggia e viene portata al castello da Eric, che pure non la riconosce. Ma, nello stesso tempo, Ursula compare sulla sabbia sotto forma di una bellissima giovane di nome Vanessa. Questa canta a Eric con la voce di Ariel, riuscendo a fargliela dimenticare. Vanessa ed Eric stanno per sposarsi quando la conchiglia che lei porta al collo, contenente la voce di Ariel, si spezza e l’incantesimo si rompe. Eric riconosce Ariel come la donna che gli aveva salvato la vita e la bacia. Ma, proprio in quel momento, il sole del terzo giorno tramonta e Ariel torna a essere una sirena.

Ariel è costretta a tornare nel mare, prigioniera di Ursula. Suo padre Tritone, però, si offre prigioniero al posto suo, trasformandosi in un’alga marina e perdendo il suo dominio su Atlantica. Ursula diventa così la nuova sovrana, ma viene sfidata da Ariel ed Eric. Nella lotta, dapprima Ursula sembra invincibile ma in seguito, colpita da Eric con l’albero di una nave, viene sconfitta. Tritone, liberato, trasforma la figlia in un’umana perché possa sposare, su una nave, il principe Eric.

Piccole storie e morale

Le storie di magie per bambini maggiormente educative, e di conseguenza quelle più raccontate nelle scuole dell’infanzia e studiate nelle scuole primarie, sono quelle il cui finale implica anche un insegnamento morale. Tra tali favole, molte rientrano anche nella categoria di storie di magie per bambini. Una delle più celebri è di Perrault ed è intitolata “Le Fate”.

Le Fate di Perrault

Protagoniste sono le due figlie di una vedova, con caratteri opposti. La maggiore, identica alla madre, è superba e sgarbata. La più giovane, al contrario, simile al defunto padre, si rivela piena di bontà e gentilezza. Per questo e per la sua bellezza era apprezzata da tutto il paese, ma non dalla madre, la quale la detestava e adorava invece la figlia primogenita. La più giovane era costretta a svolgere tutte le faccende, compreso andare ogni giorno sino a un lontano pozzo per recuperare l’acqua.

Una vecchia fata

Un giorno, proprio vicino a questo pozzo, la ragazza incontrò una povera vecchia. Questa la pregò di darle dell’acqua e la giovane la aiutò a bere. Dissetatasi, l’anziana signora offrì un dono alla giovane: per ogni parola pronunciata, un fiore o una pietra preziosa sarebbero fuoriusciti dalla sua bocca. La vecchia, infatti, altri non era che una fata trasformata. Tornata a casa la fanciulla raccontò tutto alla madre, che vide le pietre preziose fuoriuscire dalla sua bocca. Subito, la vedova mandò al pozzo anche l’altra figlia. Qui, la maggiore delle sorelle incontrò la stessa fata, trasformata in un’elegante signore, che le chiese dell’acqua da bere. Ma la ragazza, che si aspettava una povera vecchia, negò alla signora l’acqua in modo sgarbato. Per questo, la fata lanciò su di lei una maledizione: per ogni parola pronunciata, un rospo o una serpe sarebbero usciti dalla sua bocca.

Quando la fanciulla fu tornata a casa, la madre rimase terrorizzata e si arrabbiò con la figlia minore, alla quale addossò la colpa, Questa riuscì però a fuggire di casa, liberandosi e salvandosi. La morale della fiaba in questione risiede nel messaggio che la bellezza interiore, la saggezza e la gentilezza sono le vere ricchezze. Inoltre, la virtù otterrà sempre una ricompensa, proprio perché agisce in modo disinteressato e senza attendere nulla in cambio.

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