Iter giuridico per adottare un bambino

Adottare un bambino è una procedura molto complessa, fatta di carte, burocrazia, attesa e requisiti da soddisfare. I tempi infatti sono una delle variabili che scoraggia le coppie: se quelli per i bambini nazionali sono lunghi e incerti, la media di un’adozione internazionale è di 20 mesi.

Prima dell’avvio della pratica, i futuri genitori devono aver compiuto un complesso iter per ottenere l’idoneità di coppia. Premettiamo, però, che in Italia non tutti possono adottare: la legge 184/83 prevede che possano presentare domanda di adozione le coppie sposate da almeno 3 anni o che possano dimostrare, se sposati da meno tempo, di aver convissuto per almeno 3 anni. Inoltre, tra il bambino adottato e i coniugi deve esserci una differenza minima di età di 18 anni e massima di 45 anni.

Si prevede, inoltre, il superamento di un esame di idoneità da parte dei servizi sociali per poter effettivamente presentare la domanda di adozione. Questa ha validità 3 anni ed è rinnovabile, va presentata al Tribunale e prevede l’inclusione di documenti come certificati, 730 o busta paga, casellario giudiziale, certificato del medico di base e assenso scritto dei nonni – o loro certificato di morte.

S’indagano quindi le motivazioni della domanda, la situazione e le dinamiche famigliari della coppia richiedente: questo è il periodo di accertamento. Se ha esito positivo, il Tribunale da il via all’affidamento preadottivo, che dura un anno.

Dopo questo periodo, il minore è definitivamente adottato.

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