Insegnare la lingua dei segni ai bambini: come fare

Il linguaggio dei segni è un tipo di comunicazione molto utile sia per un bambino che per un adulto. Insegnare ad un bambino segni e gesti porta molti benefici.

Il linguaggio dei segni rappresenta uno strumento molto utile che è possibile adottare sia a scuola che in famiglia. Questo perché i bambini, già dai primi mesi di vita, sono in grado di elaborare pensieri, ma ovviamente non sono in grado di esprimerli verbalmente. Infatti, quando i bambini piangono c’è sempre un motivo. É la loro naturale reazione alla frustazione che provano per non potersi esprimere. Imparare questa bellissima forma di comunicazione gestuale, è una cosa utile sia per i bambini che per i genitori, che molto spesso sentono l’esigenza di decifrare i capricci del proprio bambino. Il linguaggio dei segni consiste nel fare forme e/o movimenti con le mani che siano intuitive e semplici da ricordare. Possono fare riferimento ad un bisogno, ad una persona o ad un oggetto. Come si può insegnare la lingua dei segni ai bambini?

I benefici del linguaggio dei segni

Questo tipo di comunicazione è in grado di apportare diversi vantaggi e benefici non solo per il bambino, ma anche per l’adulto, creando un feeling molto forte tra di loro. Vediamo quali sono i principali:

  • Consente di avere una comunicazione molto più efficace e precoce;
  • Contribuisce all’aumento dell’autostima nei bambini, diminuendo il loro senso di frustrazione dovuto all’incomprensione;
  • I bambini, anche quelli molto piccoli, riescono a prendere attivamente parte alle comunicazioni in famiglia in quanto hanno la possibilità di tirar fuori i loro pensieri e di essere capiti;
  • E’ in grado di fortificare la relazione tra genitore e figlio.

Insegnare la lingua sei segni ai bambini: come fare

Si tratta di un’operazione non molto difficile, ma che richiede una gran dose di tempo e pazienza. Solitamente è possibile iniziare questo percorso quando il bambino è nella fascia d’età che va dai 7 ai 9 mesi, cioè nel momento in cui manifesta il desiderio di comunicare e farsi capire. Come abbiamo già detto in precedenza, si deve trattare di segni che siano intuitivi e semplici da utilizzare e ricordare. Inizialmente è bene cominciare con segni che fanno riferimento a parole di uso quotidiano e che più si avvicinano al contesto del bambino.

Per favorire l’apprendimento, è bene ripetere molto spesso la parola che si vuole far imparare, come ad esempio fame o sete, e ripetere il gesto che si vuole associare alla parola ogni volta che la si pronuncia. I bambini tendono ad imitare quello che vedono e sentono, ma non è sempre una cosa rapida. É possibile che il bambino tenda ad imitare il gesto anche dopo qualche settimana.

Dopo aver imparato le parole principali, è possibile ampliare il proprio vocabolario attraverso l’uso quotidiano e costante, in modo da permettere al bambino un apprendimento più semplice e rapido.

Esempi pratici

Facciamo ora degli esempi pratici. É possibile ad esempio far chiudere ed aprire il pugno al bambino quando vuole indicare la fame, oppure farlo tendere il braccio in avanti quando ha sete, oppure può semplicemente alzare la mano quando vuole comunicare di aver sonno.

Il linguaggio dei segni rappresenta quindi uno strumento estremamente efficace e consigliato, in grado di facilitare notevolmente la comunicazione tra bambino e adulto. Tuttavia però, sarà sempre possibile andare in contro ad incomprensioni. Per quanto possa risultare efficace, non riuscirà mai ad eliminare completamente i capricci e il pianto dei bambini. Si stima però, che i bambini che imparano il linguaggio dei segni, successivamente tendono ad usare un vocabolario più ampio e risultano più intelligenti.

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