Cosa mangiano le candidate e i candidati della maturità 2026. I dati forniti dall’indagine AstraRicerche per Uif. L’articolo è stato pubblicato sul cartaceo d Mamme Magazine di sabato 13 giugno 2026
di MV
Le scene dei 500mila candidati alla maturità 2026 sono simili in tutta Italia: i messaggi pieni di ansia o scherzosi, il ripasso sino a notte fonda. Intanto serve concentrazione per prepararsi al meglio e diventa importante lo spuntino, prezioso alleato per ritrovare le necessarie energie senza appesantire troppo.
La merenda degli studenti che affronteranno l’esame finale è stata indagata da AstraRicerche per Unione Italiana Food (Uif), l’associazione di categoria aderente a Confindustria. I dati riferiscono che ben 75 per cento dei ragazzi in attesa di concludere il percorso scolastico modificano le abitudini alimentari per lo spuntino. Uno su quattro si concede pause più lunghe. Il 32 per cento di loro mangia qualcosa di più rispetto al solito.
Insomma, ci sono energie da recuperare. È la merendina la scelta preferita dalla metà di loro. A seguire: frutta fresca (38 per cento), yogurt (37 per cento) e biscotti (33,5 per cento). Subito dopo si piazza il panino con formaggi e salumi (24,5 per cento), seguito dalle barrette energetiche o proteiche (22 per cento) e dal dolce fatto in casa (22 per cento). Da ultima: pizza bianca o focaccia, sia semplice (16,5 per cento) che farcita (15 per cento).
E i gusti? Piacciono soprattutto le merendine più semplici come treccine, plumcake, ciambelle e cornetti non farciti, prodotti che raggiungono il 34 per cento dei consensi. Quindi quelle farcite con confettura, marmellata, crema o cioccolato (21 per cento) e le altre che si conservano in frigo (18 per cento).
I dati acquisiti testimoniano il sorpasso del dolce sul salato. Chi opta per il primo è una quota doppia (28 per cento) sul salato (14 per cento). Secondo circa otto studenti su dieci (78 per cento) la merenda dolce ha buoni effetti sullo studio e sulla concentrazione. In particolare, ripaga dalle fatiche (34 per cento), aiuta a studiare con più produttività (32 per cento), tiene alta la soglia dell’attenzione (17 per cento).
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