«La sfida non è solo a tavola: servono anche attività fisica, sonno e un ambiente sano»

di Monica Giovacchini*

I numeri sull’obesità in Italia oggi sono molto importanti. L’invito dell’ultimo congresso della Società Italiana Obesità invita a occuparsi della salute dei più piccoli fin dai primi anni di vita. Non per creare allarmismi, ma per imparare a consolidare abitudini sane e prevenire possibili conseguenze sulla salute dei più piccoli, che possono ripercuotersi anche sul benessere poi dell’adulto.

L’infanzia, infatti, è una fase fondamentale per la crescita: è proprio in questi anni che si costruisce il rapporto con il cibo, si sviluppano le preferenze alimentari e si acquisiscono le abitudini che accompagneranno i bambini anche nell’adolescenza e nell’età adulta.

Alimentazione equilibrata, movimento quotidiano, sonno adeguato e un ambiente familiare favorevole possono fare la differenza. A differenza degli adulti, per i quali usiamo l’indice di massa corporea (il famoso BMI), nei bambini la valutazione è un po’più articolata. Si fa riferimento alle curve di crescita, note anche come tabelle dei percentili, che mettono in relazione peso, altezza ed età. Un bambino è considerato in sovrappeso quando supera del 10-20% il peso ideale per la sua età (rappresentato dal 50° percentile), mentre si parla di obesità se lo scarto supera il 20%. Il punto però non è solo diagnostico, ma soprattutto educativo.

Ma attenzione: il vero punto non è solo quanto pesa un bambino, ma perché pesa così. Nella maggior parte dei casi, i responsabili principali sono tre: alimentazione scorretta, stile di vita sedentario e familiarità genetica. Sulla genetica non possiamo fare miracoli, ma su ciò che succede a tavola e sul divano, sì, possiamo eccome. Perché l’educazione alimentare inizia molto prima di scuola e pediatra: parte in cucina e al supermercato.

Se nel carrello finiscono ogni settimana merendine, bibite gassate, snack salati e piatti pronti, inutile sperare in abitudini sane. I bambini imparano osservando, e se vedono che i genitori mangiano bene, prima o poi lo faranno anche loro. Non si tratta di “metterli a dieta”, ma di educare il gusto. E per farlo servono due ingredienti: pazienza e coerenza, imparando a gestire con consapevolezza la spesa settimanale. Scegliere cosa mettere nel carrello è un atto di responsabilità. Se la casa è libera da certi alimenti, non ci sarà nemmeno il desiderio di consumarli.

Nemico silenzioso: la sedentarietà. Non possiamo ignorare quanto il movimento sia determinante. Sempre più spesso i bambini trascorrono ore seduti, tra televisione, tablet e videogiochi, con pochissimo spazio per il gioco all’aperto.

Non serve iscriverli a mille attività sportive per ottenere benefici: anche una semplice passeggiata quotidiana, qualche giro in bicicletta o un pomeriggio al parco possono fare la differenza. Anzi, approfittare di
questi momenti per muoversi insieme rafforza non solo il fisico, ma anche la relazione genitore-figlio.

E la genetica? Non è una condanna Possiamo negare che un bambino con uno o entrambi i genitori in sovrappeso abbia una probabilità maggiore di sviluppare lo stesso problema. I dati parlano chiaro: se uno dei due genitori è obeso o in sovrappeso, il rischio per il figlio sale al 25%; se lo sono entrambi, si arriva oltre il 30%. Ma genetica non è destino. La predisposizione può essere bilanciata con uno stile di vita sano, fatto di buone abitudini e scelte consapevoli. In tutto questo, c’è una parola chiave che non dovremmo mai dimenticare: prevenzione. È sempre più facile prevenire che curare. Quando si parla di bambini, questo è ancora più vero.

Non dobbiamo aspettare che il peso diventi un problema per iniziare a preoccuparci: Dobbiamo creare fin da subito un ambiente positivo, dove il cibo non sia un nemico ma un alleato, e dove muoversi sia un gioco, non una punizione. Perché in fondo, regalare a un bambino uno stile di vita sano è uno dei gesti d’amore più concreti che possiamo fare. Un figlio in salute è un figlio sereno. E una famiglia che sceglie il benessere ogni giorno, che mangia bene e si muove insieme… è una famiglia che cresce bene, e cresce insieme.

Foto: Pixabay

*Monica Giovacchini
Biologa nutrizionista

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