L’obesità giovanile? Un rischio maggiore per la salute: il progetto di Sio

Secondo le ultime ricerche l’obesità giovanile crea criticità in fatto di longevità. Ecco che la Società Italiana dell’Obesità (Sio) ha promosso un progetto di sensibilizzazione per educare i più giovani e le loro famiglie, anche perché – per la prima volta nella storia- i bambini obesi supereranno quelli sottopeso

di M.V.

 

Inutile nasconderlo: è stretto il legame tra obesità e longevità. Come dicono gli esiti di una importante ricerca dell’Università di Lund (pubblicato su eClinicalMedicine, del  gruppo The Lancet), se l’obesità colpisce prima dei trent’anni, nel corpo umano parte un conto alla rovescia che aumenta del 70 per cento il rischio di decesso prematuro.

Le nuove generazioni vanno sensibilizzate

Il dato è stato rilanciato dalla Società Italiana dell’Obesità (Sio) in occasione dell’European Congress on Obesity (ECO2026) in corso a Istanbul sini al 15 maggio 2026. L’evento è l’occasione di promuovere il progetto Sio- Step, iniziativa mirata a sensibilizzare ed educare le giovani generazioni nelle scuole, coinvolgendo insegnanti e famiglie.

La soglia dei 30 anni

Sottolinea  Silvio Buscemi, presidente Sio e professore ordinario di Nutrizione Clinica all’Università di Palermo, che “La ricerca scandinava ha monitorato decenni di dati clinici, riguardanti oltre 600mila persone, evidenziando come l’eccesso ponderale in età giovanile non sia una condizione transitoria, ma un precursore di patologie croniche devastanti”.

E aggiunge: “Il grasso viscerale accumulato precocemente altera il metabolismo e il sistema cardiovascolare in modo profondo, innescando precocemente diabete di tipo 2 e ipertensione. La soglia dei 30 anni emerge come un ‘punto di non ritorno’ biologico: intervenire prima di questa età è l’unica strategia per evitare che un’intera generazione veda drasticamente ridotta la propria aspettativa di vita”.

Parlano i numeri

Valide le preoccupazioni perché, per la prima volta nella storia, si vive una contingenza in cui i bambini obesi supereranno quelli sottopeso, con l’Italia ai i primi posti della classifica europea per sovrappeso infantile tra i 7 e i 9 anni.

Un problema che interessa tutta l’area mediterranea ma Buscemi fa un focus sul nostro Paese.

L’emergenza sanitaria

“Nel nostro paese l’obesità infantile nella fascia 7-9 anni è un’emergenza sanitaria – spiega il presidente Sio -: circa il 10-17 per cento dei bambini è obeso e quasi il 20-39 per cento è in sovrappeso. L’Italia è tra i paesi europei con i tassi più alti, con oltre 100.000 bambini con obesità grave (2,6 per cento del totale)”.

Ci sono differenze tra il nord e il sud? Sì, eccome. I dati territoriali del Mezzogiorno registrano le percentuali più critiche, con la Campania come caso emblematico: qui il 43,2 per cento dei bambini tra gli 8 e i 9 anni – quasi uno su due – è in sovrappeso o obeso.

Il progetto Sio-Step: tre pilastri

Sio-Step (Sviluppo Territoriale Educativo per la Prevenzione) è la risposta di Sio all’emergenza. Precisa Buscemi: “Non si tratta di una semplice campagna informativa, ma di un trial controllato randomizzato che coinvolge 40 scuole primarie in tutta Italia”.

E chiarisce: “Il progetto si basa su tre pilastri. Il primo è composto da educazione e movimento, ovvero da una serie di protocolli strutturati per aumentare l’attività fisica e la consapevolezza alimentare tra i banchi. Il secondo pilastro è la formazione degli insegnanti: vogliamo fornire ai docenti gli strumenti scientifici per gestire e promuovere stili di vita sani. Infine, con il terzo pilastro puntiamo a coinvolgere le famiglie, supportando costantemente i genitori per rompere il ‘ciclo vizioso’ di isolamento e sedentarietà che spesso accompagna l’eccesso di peso”.

Servono due anni per verificare se i cambiamenti ottenuti diventino abitudini consolidate (e per verificare scientificamente l’efficacia del progetto).

“L’obiettivo finale è ambizioso: validare un modello di prevenzione da applicare in tutte le scuole d’Italia, trasformando l’istituto scolastico nel principale motore di salute per le nuove generazioni – conclude Buscemi-. La SIO non è una società scientifica chiusa nei laboratori. Viviamo nel tessuto sociale e vogliamo supportare le istituzioni nelle decisioni strategiche. Per questo stiamo portando avanti SIO-STEP con il quale vogliamo concorrere per un bando europeo Horizon e che si aggancia perfettamente alla ‘Legge Pella’ per la promozione della prevenzione precoce. Il nostro obiettivo è tradurre la scienza in azioni concrete per i cittadini italiani”.

Foto: Pixabay

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