Sarà un’estate torrida: i suggerimenti del professor Massimo Agosti, neonatologo e pediatra «Per i neonati e le mamme l’idratazione è fondamentale. E va bene l’aria condizionata». L’intervista allo specialista è stata pubblicata sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 27 giugno 2026
di Angelica Amodei
È allerta caldo e i bambini soffrono molto le temperature elevate. Specie i più piccoli. Come possiamo proteggerli da colpi di calore e pericolo di disidratazione?
Ne parliamo con il professor Massimo Agosti, neonatologo e pediatra, direttore di neonatologia e pediatria presso l’Ospedale Del Ponte di Varese e presidente della Società Italiana di Neonatologia.
Professore, i bambini soffrono particolarmente il caldo: è davvero così?

«Proprio così, i neonati sono delicatissimi e risentono molto delle temperature troppo alte. Stanno vivendo la fase di transizione dalla vita intrauterina a quella extrauterina. Pesano meno, hanno una minore riserva di liquidi corporei e quindi sono più predisposti alla disidratazione. Fino a poche settimane prima erano immersi in un ambiente a temperatura costante, quella della mamma. Quando vengono alla luce devono adattarsi a un contesto completamente diverso. Per loro la temperatura ideale è compresa tra i 19 e i 22 gradi. È evidente che trovarsi in giornate da 35 gradi rappresenta una condizione impegnativa. Anche per i bambini più grandi vale lo stesso discorso. Fino a due anni un bimbo è davvero molto delicato ed è importante adottare delle accortezze per gestire al meglio le ondate di calore».
Come si possono aiutare i più piccoli ad affrontare queste giornate così calde?
«L’idratazione è fondamentale. Per i neonati il latte materno rappresenta la migliore forma di idratazione. Ricordiamo che il latte materno è composto per il 70-80% da acqua e per la restante parte da nutrienti di altissima qualità. Il primo consiglio è quindi rivolto alle mamme che allattano: devono bere molto, almeno tre litri d’acqua al giorno, perché una buona idratazione della mamma favorisce quella del bambino».
È necessario dare acqua ai neonati allattati al seno?
«In realtà, salvo situazioni davvero eccezionali di caldo estremo, il bambino non ha bisogno di acqua aggiuntiva. Quando sente più caldo tende spontaneamente a chiedere il seno più spesso. È quindi importante che la mamma sia ben idratata e che offra il seno con maggiore frequenza».
E per i bambini che assumono latte artificiale?
«Anche in questo caso si può aumentare la frequenza delle poppate. Nelle ore più calde il bambino può stancarsi più facilmente e non avere voglia di terminare tutto il biberon. In questi casi si possono offrire quantità minori, ma più spesso. Tra una poppata e l’altra si possono dare anche piccoli cucchiaini di acqua oligominerale».
Passiamo ai bimbi più grandicelli…
«L’acqua è sempre la migliore fonte di idratazione. Ma è possibile idratare i bambini con l’acqua contenuta nei vegetali, frutta e verdura. Possono essere utili preparazioni semplici e naturali, senza zuccheri aggiunti. La frutta, come l’anguria, rappresenta una buona risorsa perché contiene acqua, vitamine e sali minerali. L’importante è evitare l’eccesso di zuccheri semplici, che nel tempo possono favorire sovrappeso e obesità. Sì a frullati o a estratti vegetali,
magari anche allungati con acqua. Uno degli errori è sostituire l’acqua con succhi di frutta o bevande zuccherate. In presenza di caldo intenso, se necessario, si possono utilizzare soluzioni reidratanti che si acquistano in farmacia formulate per i bambini, come quelle impiegate anche in caso di diarrea o gastroenterite. Sono prodotti ben bilanciati e adatti ai più piccoli».
I pericoli sono poi i colpi di calore. Quali precauzioni devono adottare i genitori?
«La regola principale è evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata. Nelle fasce di massima calura il bambino dovrebbe stare in casa o comunque in ambienti ombreggiati e ventilati. Le finestre possono rimanere aperte per favorire il ricambio dell’aria oppure si può utilizzare il climatizzatore. La scelta di tenere i bambini sotto l’ombrellone nelle ore calde non è consigliabile. Il caldo passa lo stesso, così come i raggi UV. Specie nei bimbi fino ai due anni questa dovrebbe essere una regola assoluta».
In montagna valgono regole diverse?
«Anche in montagna bisogna fare attenzione perché il sole può essere molto forte. Occorre evitare le scottature e gli sbalzi di altitudine eccessivi. Un bambino molto piccolo non dovrebbe salire rapidamente a 2.000 o 2.500 metri con la funivia. Meglio una salita graduale. Durante il percorso in auto può essere utile utilizzare il ciuccio o attaccarlo al seno per favorire la compensazione delle orecchie».
Parliamo dell’esposizione al sole.
«La pelle del neonato è estremamente delicata. Per nove mesi è rimasta immersa nel liquido amniotico e dopo la nascita è ancora molto sensibile. È una pelle che può irritarsi perfino con il semplice contatto prolungato con pannolino e umidità. Per questo l’esposizione diretta al sole nei primi anni di vita va evitata».
Fino a quale età occorre prestare particolare attenzione?
«L’attenzione deve esserci sempre, ma i primi due anni di vita sono i più delicati. In particolare, il primo mese e, più in generale, i primi quaranta giorni rappresentano un periodo molto sensibile. Il neonato è ancora in una fase di grande adattamento».
Aria condizionata sì o no? Fa male ai bambini?
«Non solo non fa male, ma la consiglio se viene utilizzata correttamente. Una climatizzazione intorno ai 22-24 gradi è assolutamente accettabile e anzi può essere utile. L’importante è evitare gli sbalzi termici. Non bisogna passare da una stanza a 24 gradi a una a 35 gradi. È poi fondamentale pulire regolarmente i filtri dei climatizzatori per eliminare polvere e possibili batteri».
Quali sono i segnali che devono far sospettare un problema legato al caldo o alla disidratazione?
«Il bambino parla attraverso il suo comportamento. Uno dei primi segnali è il cambiamento dell’umore: può diventare meno vivace, più abbattuto, meno reattivo. Spesso diminuisce anche la voglia di mangiare e di bere. Un bambino che rifiuta il cibo e appare particolarmente stanco o spento deve essere valutato dal pediatra. Se il pediatra non è disponibile è opportuno rivolgersi a un pronto soccorso. Sono segnali di malessere che non vanno sottovalutati. In particolare, un bambino particolarmente assopito, difficile da svegliare o insolitamente sonnolento va controllato immediatamente».
Parliamo dei viaggi in auto.
«È preferibile partire al mattino presto o nelle ore serali. Mai portare un bimbo in un veicolo ancora caldo, ma farlo prima rinfrescare. Anche in questo caso bisogna evitare sbalzi di temperatura eccessivi».
Anche il sonno può risentire del caldo?
«Certamente. È importante cercare di mantenere una temperatura accettabile anche durante la notte, utilizzando ventilazione naturale, ventilatori o aria condizionata ben regolata. Non bisogna coprire troppo il bambino. Se suda molto probabilmente è vestito in modo eccessivo. In alcuni casi può essere utile offrirgli da bere o attaccarlo al seno se è allattato»
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