Già che alla domanda: “Voglio un figlio?”, si risponda sì, non è certo poi così scontato. Ormai avere un figlio è una scelta, una decisione da valutare, considerare, ponderare con massima attenzione. Ormai qualcosa nelle donne si è come inceppato. L’istinto materno non sempre è così vivo in noi e quando anche si fa riconoscere occorrono fare diverse valutazioni prima di lanciarsi nell’impresa della maternità.
Sì, perché diventare madri è diventata una vera e propria impresa. Un’avventura che spesso, troppo spesso, si trasforma in una traversata nel deserto e oggi, per certi versi, scegliere di fare figli è visto come un atto di coraggio. Troppi ostacoli nel frattempo si sono interposti lungo il cammino delle donne e se prima diventare madri era scontato oggi non è più così. L’età, le opportunità, la voglia di realizzarsi, l’instabilità dei rapporti di coppia, le risorse economiche, una certa misura di egocentrismo che ti fa anteporre il tuo benessere a cui non sei più disposta a rinunciare. Perché?
Non è colpa di nessuno ovviamente, i fattori che determinano questo stato di cose sono molteplici e hanno tutti un propria validità. A partire dal fatto che la scelta spetta in definitiva alle donne, coloro che pagano un prezzo ancora troppo alto davanti alla scelta di maternità. Eppure è davanti agli occhi di tutti l’effetto della scelta: l’Italia è immersa fino al collo in questo pungente inverno demografico.
E se non fosse chiaro, lo fotografa bene l’Istat che stabilisce l’ultimo tasso di fecondità a 1,14 figli per donna. Sempre peggio se si considera che per una soglia di sostituzione servirebbe una media di 2,1 figli per donna per garantire la stabilità demografica della popolazione. Noi siamo lontani e soprattutto, quel che è peggio è che ci allontaniamo sempre di più.
Prosegue infatti la posticipazione delle nascite. L’età media al parto sale da 32,6 a 32,7 anni, con un incremento omogeneo di un decimo di anno per tutte le ripartizioni geografiche. Il Centro si conferma l’area in cui i figli si fanno più tardi: 33,1 anni, mentre nel Nord e nel Mezzogiorno l’età media al parto è pari, rispettivamente, a 32,8 anni e a 32,4 anni. I pochi figli che si fanno, si fanno tardi.
È soprattutto il tema economico a trattenere le (giovani) donne dal diventare madri. Indubbio come l’incertezza finanziaria di un mercato occupazionale evidentemente penalizzante sia tra i primi fattori frenanti. Anche prima di considerare la maternità, quando iniziano a lavorare, pur con livelli di istruzione alti, si confrontano con discriminazioni di genere in tema di stipendi, opportunità e accesso alle posizioni. Subiscono poi ben presto gli effetti della “motherhood penalty” che sbarra le carriere e costringe moltissime a uscire parzialmente o totalmente dal mondo del lavoro.
Molte ricorrono ormai al social freezing, il congelamento degli ovuli. Una tecnica che ti permette di posticipare la scelta. Di rimandare a data da destinarsi, se mai, eventualmente, se ci dovessero essere le condizioni. Ma siamo sicuri che sia la soluzione migliore per la nostra felicità?

