Come proteggere la salute riproduttiva? Ne parla il ginecologo Riccardo Favero, ginecologo responsabile del servizio di prevenzione ginecologica di Arcster
di Redazione Mamme Magazine
Davanti all’infertilità – in aumento anche secondo gli ultimi dati Istat – muoversi in maniera tempestiva è il primo fattore di successo. In molti si rivolgono ai centri di Pma (Procreazione Medicalmente Assistita), le strutture specializzate che aiutano le coppie con problemi di infertilità a concepire un figlio.
Bisogna partire dalla costuzione dello specifico caso clinico, secondo Riccardo Favero, ginecologo responsabile del servizio di prevenzione ginecologica di Arcster, clinica indipendente di medicina della riproduzione di Mestre.
“Va chiarito un aspetto fondamentale: rivolgersi ad un centro di Pma non deve necessariamente corrispondere all’inizio di un trattamento – chiarisce il medico -, ma alla possibilità di ottenere una valutazione specialistica del proprio stato di salute riproduttiva e individuare eventuali criticità. È sufficiente un primo colloquio con un ginecologo esperto in infertilità e pochi accertamenti, nella maggior parte dei casi minimamente invasivi, per costruire un quadro clinico personalizzato”.
La diagnosi e la terapia
Quali sono gli esami preliminari per determinare lo stato di fertilità della coppia? Per quanto riguarda la donna sono la valutazione della riserva ovarica mediante un profilo ormonale e un’ecografia pelvica, per l’uomo l’analisi del liquido seminale.
La sonoisterosalpingografia e l’isteroscopia sono invece esami di approfondimento per determinare lo stato di salute e la conformazione dell’utero e pervietà delle tube.

Dalle indagini diagnostiche possono emergere quadri diversi. Se i parametri rientrano nella norma e l’età lo consente, l’indicazione clinica può essere semplicemente di monitorare lo stato di fertilità nel tempo. Se gli esami vengono fatti in fase di ricerca di gravidanza, si può continuare ad avere rapporti spontanei con un eventuale controllo dopo qualche mese. L’aver fatto il punto tempestivamente diventa una risorsa ancora più importante nel caso in cui emergano problematiche.
Favero sottolinea: “Non solo perché l’età del partner femminile ha un ruolo fondamentale nelle probabilità di ottenere una gravidanza, sia spontanea che con la Pma ma anche perché la nostra esperienza ci insegna che se non si affrontano questi problemi per tempo, il quadro tende a complicarsi. Di conseguenza, una donna che non è alla ricerca di una gravidanza può valutare di crioconservare i propri ovociti, per utilizzarli in futuro se e quando lo desidererà”.
E aggiunge: “Se invece si tratta di una coppia, nell’eventualità in cui si arrivi a una diagnosi di infertilità, le opzioni possono essere varie e dipendono dalle cause di infertilità individuate e dalle caratteristiche della coppia”.
Una volta definito il quadro clinico, se si decide di intraprendere la strada della crioconservazione degli ovociti o un percorso di Pma, la scelta del centro medico diventa un passaggio fondamentale, ed influisce direttamente sull’esperienza clinica e psicologica del paziente.
Quali sono i criteri di scelta per la Pma
Come scegliere un percorso di Pma? La qualità, oltre che dalle tecnologie disponibili, dipende dall’organizzazione del centro e dalla capacità di garantire una presa in carico completa della coppia e percorsi personalizzati definiti sulle specifiche cause dell’infertilità e sul profilo biologico dei partner.
L’approccio deve essere rigoroso, secondo il dottor Favero. Meglio evitare chi fa marketing aggressivo. “Slogan pubblicitari fuorvianti che sbandierano percentuali di successo miracolose – come il classico 90 per cento; – finiscono per rivelarsi soltanto promesse ingannevoli prive di un reale riscontro clinico”, spiega.
Le strutture serie non fanno marketing scorretto, informano le coppie delle reali possibilità di riuscita e fondano ogni protocollo sull’evidenza scientifica.
“Nella scelta del centro a cui affidarsi è indispensabile pretendere indicatori concreti e misurabili: un laboratorio di Pma con personale formato e tecnologie all’avanguardia possono fare la differenza nei risultati – conclude lo specialista. Avere un equipe facilmente raggiungibile durante tutto il percorso, con un medico personale di riferimento, e ricevere spiegazioni chiare di cosa si sta facendo, costi compresi, sono elementi che possono cambiare drasticamente l’esperienza, e i risultati, per la coppia”.
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