Timori e incertezze sono molto frequenti prima del rientro a scuola. Ecco alcune strategie suggerite dall’Iss sia per i ragazzi che per i genitori e gli insegnanti
di Manuela Vacca
Se le temperature continuano a imprigionare tutti in un’estate lunghissima, il ritorno a scuola si avvicina. Il ministero dell’Istruzione mette in campo le risorse per raffreddare gli ambienti scolastici perché il caldo è insostebile laddove le scuole non sono adeguatamente attrezzate. Calore a parte cresce l’ansia da ritorno, a partire da martedì 7 settembre per la Provincia autonoma di Bolzano e, via via, le altre regioni come da calendario scolastico.
Come gestire al meglio la malinconia da rientro in classe, di modo che non si trasformi in vera e propria ansia?
Viene in aiuto l‘Iss, l’Istituto superiore di sanità. Gli esperti invitano a prestare attenzione ai momenti di transizione scolastica. In questo frangente ci si può imbattere nell’incertezza della rigenerazione dei gruppi e delle amicizie, un aspetto che può interessare anche gli studenti che in generali sono ben adattati.
I sintomi dell’ansia da rientro in classe
Spesso arriva un pensiero frequente e preoccupante, oltre che sulle amicizie, sugli insegnanti e sul rendimento a scuola. E i pensieri ripetitivi possono riguardare anche l’organizzazione delle attività quotidiane. Nei ragazzi si può avvertire la richiesta continua di rassicurazioni. Oppure mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi.
Tutti aspetti che possono colpire anche il corpo: il disagio psicologico può esprimersi attraverso mal di testa, mal di pancia, riduzione dell’appetito, disturbi del sonno e stanchezza.
Come possono rispondere mamma e papà
1) La routine
Il primo passo, secondo gli esperti, è dare avvio alla routine e preparare insieme ai figli il materiale scolastico per favorire il riadattamento. Fondamentale iniziare a riadattare i ritmi nei giorni precedenti alle lezioni. Occorre anticipare l’ora dell’addormentamento e della sveglia. Ecco che è necessario ridurre l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta bambini e ragazzi a sentirsi più preparati e meno stressati.
2) La colazione dei campioni e non solo
Sonno a parte la nutrizione deve essere adeguata per il benessere emotivo degli studenti. Importante la colazione, quindi i pasti regolari e anche gli spuntini nel corso della giornata. In tal modo i ragazzi sono, in genere, meno vulnerabili a stress, irritabilità e difficoltà di concentrazione.
3) Fase di ascolto
Non vanno mai minimizzate le preoccupazioni e le incertezze che hanno molti bambini. Si ascolta e si accolgono le emozioni per far sentire i figli compresi. Quando serve poi va supportato nella riflessione delle possibili strategie per affrontare le difficoltà.
4) Niente pressioni o ansie genitoriali
No alle domande che possono creare ansia perché percepite come pressioni o aspettative e sì alle domande aperte e neutrali sulla giornata scolastica. Insomma, ci vuole calma e fiducia e non bisogna trasmettere preoccupazioni personali in quanto l’obiettivo è rafforzare il senso di sicurezza di bambini e ragazzi.
5) Conoscere gli ambienti scolastici e il tragitto casa-scuola
Per ridurre l’incertezza è bene puntare ad accrescere un senso di familiarità si potrebbe visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni e percorrere i tragitti. In tal modo, specie all’ingresso di una nuova scuola, consentire ai ragazzi di conoscere gli ambienti e orientarsi negli spazi permette di avere una maggiore tranquillità.
6) No ai sovraccarichi
I figli si devono adattare ai ritmi per cui occorre evitare sovraccarico e stress con nuovi impegni che invece si possono rimandare a dopo. Va trasmesso il valore dell’equilibrio per contribuire a prevenire sentimenti di sopraffazione e affaticamento.
7) Prestare attenzioni alle difficoltà
La priorità è il benessere motivo: bisogna fare attenzione a difficoltà di adattamento o addirittura a un progressivo rifiuto della scuola. Fondamentale quindi un dialogo aperto e la collaborazione con la scuola per individuare per tempo eventuali difficoltà e favorire un inserimento scolastico sereno.
Il caso dei gemelli
La presenza di un gemello o di una gemella può dare un senso di sicurezza ma non è scontato che i due bambini affrontino nella stessa maniera il ritorno a scuola. Seppure possono condividire molte esperienze siamo davanti a due individui distinti con il proprio modo di gestire i cambiamenti ed esigenze specifiche. Normale che uno possa essere positivo davanti a un cambiamento con entusiasmo mentre l’altro sia preoccupato.
Quindi a ciascuno va lasciato il proprio spazio per esprimere emozioni, senza fare paragoni.
I consigli per i giovani
1) Respirare con calma e parlare ai genitori dei propri timori
Strategie semplici come la respirazione lenta, il problem solving, la pianificazione delle attività e la condivisione delle preoccupazioni con adulti di riferimento o compagni fidati possono facilitare l’adattamento.
2) Piedi per terra: no al tutto subito
Risulta utile anche mantenere aspettative realistiche, ricordando che i primi giorni di scuola rappresentano un periodo di assestamento per tutti e che non è necessario affrontare immediatamente ogni sfida in modo perfetto.
Cosa possono fare gli insegnanti
In aula accoglienza e attenzione alle relazioni sono pilastri per il benessere emotivo dei giovani, favorito dal clima clima scolastico positivo che incide anche sui processi di apprendimento. La letteratura riconosce come fattori protettivi le routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza. La promozione del benessere scolastico richiede una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio. In questa prospettiva, la whole-school approach considera il benessere una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica
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