«Non è solo qualche brufolo», ecco quando è il momento di rivolgersi al dermatologo

L’intervista è stata pubblicata sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 3 ottobre 2026,dedicato all’acne

di Angelica Amodei

 

Qual è il momento in cui dobbiamo capire che non si tratta più di qualche brufoletto occasionale? Ne parliamo con la dottoressa Ines Mordente, autrice del libro “Acne Revolution” (Mondadori), diventato una piattaforma online di telemedicina.

«Siamo di fronte a un’acne vera nel momento in cui c’è la persistenza della patologia. Se queste manifestazioni superano i sei mesi è opportuno rivolgersi al dermatologo. Anche quando l’acne non è estremamente grave, però, se c’è una pelle molto seborroica, quindi lucida per troppo tempo, il rischio che si sviluppi acne è alto. In questo caso è opportuno fare comunque una visita dermatologica preventiva, per evitare che peggiori. Quando si notano variazioni del ciclo o variazioni nel modo di andare in bagno, se tutto questo è associato a manifestazioni sul viso, è opportuno indagare bene».

Acne negli adolescenti: quali sono invece le principali cause?

«La prima causa è l’acne genetica, perché è quella che conta e pesa più di tutte. La seconda è quella ormonale, la terza è legata allo stile di vita. È bene sottolineare che per avere una pelle sana è importante avere uno stile di vita corretto e adeguato: buone basi di skincare, scegliere prodotti che siano seboregolatori anche dopo essere guariti dall’acne e seguire un’alimentazione corretta, cercando di ridurre l’assunzione di latte e latticini, zuccheri e insaccati. L’aumento degli zuccheri fa aumentare il tasso di insulina nel sangue e la pelle può rispondere a questo insulto di zuccheri. Ricordiamo che la pelle è popolata da batteri che tendono a proliferare, si crea una ipercheratinizzazione follicolare e, in pratica, esplode l’acne. Le cause principali quindi sono sicuramente multifattoriali. Genetica, ormoni e stile di vita sono fondamentali, ma tutto il resto può incidere e aggravare, come una goccia che fa traboccare un vaso già pieno. L’alimentazione, lo stress e il sonno possono quindi incidere. La qualità del sonno, ad esempio, è fondamentale: dormire almeno otto ore a notte, in maniera continuativa e corretta, fa sì che i nostri ormoni possano svilupparsi e adeguarsi ai cambiamenti».

Nell’adulto come si manifesta l’acne?

«Di solito quando si ha uno stile di vita particolarmente stressante oppure quando si iniziano a cambiare i prodotti di skincare, facendosi prendere troppo da quello che è il giro commerciale che c’è dietro all’acne e da tutto quello che gira sui social. Si manifesta in maniera simile alle forme dell’adolescente, ma nell’adulto può diventare più pesante anche psicologicamente».

Come è cambiato il trattamento dell’acne?

«È cambiato tantissimo. Una delle novità terapeutiche attuali è rappresentata dal concetto di percorso di terapia. L’acne va gestita: c’è una fase attiva, quindi una fase acuta di terapia iniziale, e poi una fase di mantenimento, nella quale bisogna mantenere le buone abitudini e utilizzare ancora degli attivi per evitare che l’acne possa recidivare facilmente. Le recidive più frequenti sono legate al fatto che i pazienti, a un certo punto, si considerano guariti definitivamente e perciò abbassano la guardia, iniziando ad adottare abitudini sbagliate».

Quanto conta la skincare, vale a dire la cura della pelle?

«Conta tantissimo ed è una condizione fondamentale. Nei nostri percorsi terapeutici la rieducazione del concetto di skin care va sempre di pari passo con le linee guida internazionali nella gestione dell’acne. In assenza di una corretta skincare anche farmaci importanti potrebbero non dare i risultati desiderati. La rieducazione dello stile di vita e del concetto di cura della pelle è alla base di tutto».

Foto: Pixabay

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