Quanto è utile l’arte per una crescita sana ed equilibrata? Lo spiega, intervistata, l’insegnante di danza classica e tecnico del reinserimento e dell’integrazione sociale Rosangela Lo Pomo
di Angelica Amodei
L’arte, in tutte le sue forme, dalla danza alla recitazione, dalla pittura alla musica, rappresenta per i bambini uno strumento fondamentale di crescita.
Non è solo un mezzo espressivo, ma un vero percorso educativo che coinvolge corpo, emozioni e relazioni. Attraverso l’esperienza artistica, i bambini imparano a conoscere sé stessi, a relazionarsi con gli altri e a costruire fiducia nelle proprie capacità, sviluppando competenze che li accompagneranno nella vita.
Ne parliamo con l’insegnante di danza classica Rosangela Lo Pomo, nonché tecnico del reinserimento e dell’integrazione sociale.
In che modo l’arte (ballo, recitazione, disegno…) aiuta i bambini a crescere dal punto di vista emotivo e personale?

“Per i bambini tutte le forme d’arte, dalla danza alla recitazione, dalla pittura alla musica, sono elementi indispensabili per una crescita sana ed equilibrata, soprattutto dal punto di vista psicomotorio. Ma sarebbe riduttivo pensare che questi siano gli unici benefici: l’arte ha anche un enorme valore educativo, perché favorisce la socializzazione, lo scambio di esperienze tra coetanei e la capacità di esprimere emozioni e vissuti personali”.
Quali cambiamenti vedi più spesso nei bambini dopo un percorso artistico?
“Prima di tutto è importante sottolineare che il percorso artistico deve nascere da una scelta libera del bambino, mai da un’imposizione. Deve partire come un gioco, come una scoperta naturale, per poi trasformarsi nel tempo in una scelta più consapevole. Quando questo avviene, i cambiamenti più evidenti sono una maggiore sicurezza in sé stessi, una crescita dell’autostima e una migliore capacità di stare in relazione con gli altri”.
Come adatti le attività artistiche ai bambini con diverse abilità o bisogni speciali?
“Più che parlare di adattamento, preferisco parlare di valorizzazione. Ogni bambino ha dentro di sé attitudini e potenzialità che spesso aspettano solo di essere scoperte. Il compito dell’educatore è quello di stimolare queste capacità, rispettando tempi, sensibilità e modalità espressive diverse, affinché ognuno possa sentirsi parte attiva del percorso”.
Qual è il ruolo del movimento (come la danza) nello sviluppo della fiducia in sé?
“Il movimento, e in particolare la danza, rappresenta un elemento fondamentale per l’acquisizione della fiducia in sé già in età prescolare. Non contribuisce solo allo sviluppo psicomotorio, ma offre anche occasioni di socializzazione, confronto e condivisione. Attraverso il corpo e il gioco, il bambino scopre le proprie capacità e impara a riconoscere il proprio valore”.
Ci puoi raccontare un momento in cui un bambino ha superato una difficoltà grazie all’arte?
“Mi è capitato personalmente di assistere a un momento molto significativo durante uno spettacolo corale ispirato a Lo schiaccianoci. Un ragazzo autistico, che fino a quel momento sembrava bloccato da una forte inerzia emotiva e relazionale, improvvisamente si è lasciato coinvolgere dalla musica e dal gruppo, iniziando a danzare insieme agli altri. È stato un momento di grande emozione, che ha rafforzato in me la convinzione che il processo di costruzione della fiducia in sé non debba mai interrompersi, anche davanti a difficoltà che sembrano insormontabili”.
Quanto è importante creare un ambiente sicuro e inclusivo durante le attività?
“È fondamentale. I risultati più importanti si raggiungono solo quando si crea un ambiente sereno, sicuro e accogliente, dove ogni bambino si sente libero di esprimersi senza paura di essere giudicato. L’inclusione non deve essere vissuta come un’etichetta o un ostacolo, ma come una condizione naturale che arricchisce il percorso di crescita di tutti”.
Quali tecniche utilizzi per stimolare la creatività anche nei bambini più timidi o insicuri?
“In un momento storico in cui l’utilizzo eccessivo di videogiochi e smartphone coinvolge anche i più piccoli, con il rischio di isolamento e iperattivazione, il gioco resta lo strumento più efficace. Le attività ludiche e artistiche permettono ai bambini più timidi di esprimersi gradualmente, senza pressioni, favorendo la creatività e la socializzazione in modo spontaneo e naturale”.
Che consiglio daresti ai genitori che vogliono avvicinare i propri figli all’arte come strumento di crescita?
“Il consiglio principale è di non proiettare sui figli desideri o aspettative personali. Frasi come “io avrei voluto fare danza” non devono trasformarsi in scelte obbligate per i bambini. Questo è uno degli errori più comuni e può risultare dannoso per il loro sviluppo. I genitori dovrebbero invece accompagnare i figli in un percorso di scoperta, partendo dal gioco e lasciando che siano loro a scegliere liberamente l’attività artistica che sentono più vicina, affinché diventi uno strumento autentico di crescita e socializzazione”.
Foto: Pixabay

