Considerata una malattia dell’adolescenza, oggi sembra colpire anche oltre quell’età. Stress e stile di vita sbagliato sono tra le cause, ansia e disagio sociale le conseguenzeI dati sull’acne: uno su cinque è l’incidenza dell’acne nelle persone, di entrambi i sessi, tra i 25 e 39 anni. L’articolo è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 3 ottobre 2026
di Manuela Vacca
I numeri fotografano un fenomeno diffuso. Nel nostro Paese l’acne giovanile interessa circa il 75% della popolazione tra i 14 e i 20 anni. Eppure può ripresentarsi successivamente.
In questo secondo caso, quando cioè si parla di acne tarda o tardiva, la condizione infiammatoria compare nell’adulto anche se non è stato interessato da acne giovanile. Non solo: a essere maggiormente coinvolta è la popolazione femminile.
Predisposizione genetica, fluttuazioni ormonali e stress: ecco le principali cause che scatenano o favoriscono questa tipologia. Le lesioni, a differenza dell’adolescenza che predilige la zona T del viso, si concentrano soprattutto su mento, mascella, guance e collo con forme prevalentemente infiammatorie.
Il “problema” si presenta a livello globale, anche se maggiormente in certe aree del pianeta. Quante sono le persone alle prese con l’acne in tutto il mondo? Moltissime e in futuro il numero è destinato a salire.
Acne giovanile (10-24 anni)
In base a uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology (di Zhu et al., 2025) emerge un significativo aumento negli anni. Infatti, i casi prevalenti tra adolescenti e giovani adulti sono cresciuti del 39,2% a livello globale: da 132,4 milioni nel 1990 a 184,3 milioni nel 2021.
E l’incremento maggiore in questo lasso temporale riguarda la classe di età dei 10-14enni. Nel 2021 questa fascia contava 57,5 milioni dei 95,8 milioni di nuovi casi tra gli adolescenti, pari al 60%. In sostanza: sempre più frequentemente l’esordio si colloca nella preadolescenza e specialmente nei Paesi a più alto sviluppo. E sono le ragazze dell’Europa occidentale a subirne il maggior carico.
Non è tutto: le proiezioni al 2050 di un altro studio (Karger, 2025), mostrano un’ulteriore crescita dell’incidenza e della prevalenza dell’acne adolescenziale. Come a dire: mamme e papà siate preparati a gestire la situazione con i vostri ragazzi e le vostre ragazze.
Acne adulta
In realtà il problema può presentarsi anche in una fase della vita in cui si è già uomini e donne e certi fastidi e disagi parevano ricordi. E anche stavolta si assiste a un incremento rispetto al passato.
L’aumento di acne in età adulta colpisce circa una persona su cinque tra i 25 e i 39 anni (Saurat et al., JAAD 2024). La popolazione femminile risulta le più interessata anche in Italia. Uno studio ospedaliero italiano (Skroza et al., 2018) riportava che le donne rappresentano circa l’85% dei pazienti adulti (385 su 454). Anche analisi successive su persone oltre i 25 anni, hanno rilevato che i tassi standardizzati di acne adulta erano costantemente più elevati nelle donne che negli uomini.
Secondo le indagini (Xiao et al., JDDG, gennaio 2026) sugli adulti tra 25 e 49 anni la prevalenza standardizzata dell’acne post-adolescenziale è aumentata dal 1990 al 2021, con un carico maggiore nelle donne, e che la Germania registra i tassi più alti. Le proiezioni? Il numero di adulti con acne post-adolescenziale è previsto in crescita fino al 2050.
Bisognerà misurarsi anche con gli aspetti psicologici, alla luce del fatto che la comparsa di imperfezioni superata una certa età può provocare disagio sociale, ansia e perdita di autostima, poiché viene percepita come un inestetismo legato solo all’adolescenza.
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