«Se fai il bravo ti compro un gelato». Oppure, «Se non mangi, niente cartoni animati». Capita che i genitori usino il cibo come premio o punizione per i figli piccoli. Un comportamento sbagliato.
Lo spiega Cinzia Myriam Calabrese, specialista in medicina interna e nutrizione clinica.
Dottoressa Calabrese, perché è sbagliato?
«Sicuramente c’è un legame tra questi comportamenti e il rapporto che il bambino svilupperà con il cibo. Oggi il ruolo dei genitori è complesso e, spesso, il cibo diventa uno strumento di manipolazione, sia da parte degli adulti sia dei bambini. Il messaggio deve essere chiaro: il cibo non è una ricompensa. Deve far parte della normale routine quotidiana. La vera gratificazione è la convivialità, il piacere di condividere un pasto con la famiglia o con gli amici, non il gelato concesso o negato in base al comportamento. In estate, quando i bambini sono a casa e le giornate sono meno organizzate, è ancora più importante mantenere una routine con colazione, pranzo, cena e spuntini. E non bisogna mai usare il cibo come ricatto».
Se un genitore commette questo errore, il bambino rischia di portarsene le conseguenze anche da adulto?
«I genitori sbagliano quasi sempre in buona fede. Può capitare di dire la frase sbagliata, ma si può recuperare. L’importante è non trasformare il cibo in un premio, una punizione, un oggetto di scambio. Con il cibo si fa educazione: si insegna a mangiare bene, a non sprecare e a costruire buone abitudini. Se il bambino è selettivo, bisogna avere pazienza: partire dagli alimenti che già accetta e introdurne gradualmente di nuovi».
Come ci si comporta quando un bambino rifiuta la verdura?
«Prima di tutto bisogna ricordare che ogni verdura ha un gusto diverso. I bambini devono imparare a conoscere il cibo anche attraverso il gioco: toccarlo, manipolarlo, incuriosirsi. Il gioco è un ottimo alleato. Se una verdura viene rifiutata, si può garantire l’apporto di vitamine con la frutta, continuando però a proporla senza forzature. Anche il modo in cui viene presentata può fare la differenza: una zucchina o una carota tagliate in modo creativo risultano spesso più invitanti. Esistono anche laboratori dedicati ai bambini: all’inizio assaggiano poco, ma con il tempo imparano ad accettare nuovi sapori. Serve soprattutto pazienza».
Quali sono gli errori più frequenti che vede a tavola?
«Il primo è l’uso degli schermi durante i pasti. Possono aiutare i genitori, ma impediscono al bambino di vivere quel momento con consapevolezza. Un altro errore è decidere sempre al posto dei figli. Coinvolgerli nella scelta dei piatti, anche al ristorante, li rende più partecipi e curiosi».
Quali alimenti consiglia durante l’estate?
«Non esistono alimenti cattivi. In estate è importante costruire pasti ricchi di acqua, privilegiando frutta, verdura e primi piatti con ortaggi. I bambini devono bere molto e gli spuntini dovrebbero essere freschi. Anche il gelato può trovare spazio in un’alimentazione equilibrata. L’importante è che la dieta sia completa e comprenda tutti i nutrienti».

