L’economista Azzurra Rinaldi: «Non aspettate, il piano pensione deve cominciare da ragazzi»

L’intervista è stata pubblicata sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 25 aprile

di Redazione Mamme Magazine

 

Da genitori dobbiamo preoccuparci della sicurezza economica dei nostri figli. Ma come fare? A chi dobbiamo rivolgerci? E soprattutto per farlo occorre essere benestanti oppure ci sono prodotti finanziari per tute le tasche?

Ne abbiamo parlato con Azzurra Rinaldi, economista femminista tra le più ascoltate e affermate d’Italia, direttrice della School of Gender Economics all’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, dove insegna Economia politica.

Quando cominciare a pensare a un risparmio per i ragazzi?

«Bisogna cominciare a pensare al risparmio fin da subito. Il risparmio in una situazione economica di incertezza per quello che vedo in questo momento, è veramente uno strumento importante per mettersi al riparo. E tra l’altro nel risparmio si crea investimento. Quindi si può iniziare da subito. Anzi prima si comincia e meglio è».

Quali prodotti finanziari ci sono?

«La strada migliore e la più facile è quella di aprire un conto corrente».

Anche se si tratta di un minore?

«Basta collegarlo a un conto corrente che ha già una persona maggiorenne. Quello diventa il luogo nel quale si possono riversare i regali dei nonni, le mance, i premi per una bella pagella, il regalo di Natale. Tutto può essere convogliato li dentro».

E oltre a questo strumento di base?

«Ma oltre ai prodotti di base ci possono essere due altre alternative: uno è il piano d’accumulo che prevede un esborso mensile da parte della persona adulta per un certo periodo di tempo: i soldi devono rimanere fissi rispettando il piano e poi ci sarà la possibilità di svincolarli. Il meccanismo è facile perché ha senso anche se versiamo 20 euro al mese perché nel caso di una persona piccola abbiamo una prospettiva di tempo lunghissima. Quindi non serve mettere mille euro al mese».

Oppure?

La copertina del libro firmato da Azzurra Rinaldi

«Ancora meglio del piano d’accumulo, vista anche la nostra situazione pensionistica che faticherà sempre di più a trovare un equilibrio e visto la crisi demografica in atto nel nostro Paese è il fondo pensione. Si può aprire un fondo pensione per un minorenne e lo può fare un maggiorenne e anche in questo caso si prevede un versamento mensile che va d aprire una posizione pensionistica. Io ad esempio l’ho fatto per tutte e tre le mie figlie: l’ultima delle mie bambine aveva il suo fondo pensione già a sette anni, perché ritengo che sia in assoluto uno strumento di protezione che noi genitori possiamo predisporre per le persone più giovani che se mai arriveranno alla pensione non avranno certo una pensione che le farà vivere in maniera dignitosa».

Ci sono prodotti dedicati a tutti o possono accedere solo benestanti?

«Sono prodotti per tutte le tasche. Basta versare anche pochissimo proprio perchè ci riferiamo a bambini che hanno davanti un orizzonte temporale lungo. Sono spese che si possono affrontare senza investire grandi cifre perché il valore lo si accumula mese dopo mesi per anni».

Ci sono dei rischi?

«I rischi sono bassissimi. Sono prodotti pensati per una esposizione molto bassa».

 

Da dove si comincia? Che consiglio darebbe?

«Questa è una domanda che ritengo utilissima. In Italia non abbiamo nessuno che ci faccia educazione finanziaria. Non la facciamo a scuola e da un punto di vista culturale, ne parliamo raramente anche in famiglia, e le iniziative quali possono essere il fondo pensione o il piano d’accumulo, ci mettono generalmente ansia perché di fatto non sappiamo come muoverci. Ci sentiamo a disagio».

Come fare dunque?

«Quando la persona adulta ha un conto corrente basta rivolgersi alla propria banca. Ci sono persone che fanno questo di lavoro, dei consulenti finanziari appunto: la cosa importante nel piano pensione è comunicare sempre con il proprio consulente e chiarire su quale profilo di rischio vogliamo stare. Se vogliamo fare ragionamenti più complessi che riguardano investimenti e vogliamo rimanere su un rischio basso occorre specificare che non vogliamo farci carico di un rischio elevato».

Foto: Pixabay

Condividi su: