L’articolo è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 23 maggio 2026
di Redazione Mamme Magazine
In un’epoca in cui la medicina perinatale ha raggiunto livelli molto avanzati, il Latte umano continua a essere considerato un alimento insostituibile, soprattutto per i neonati prematuri o con condizioni cliniche complesse. Le Banche del Latte, dove viene raccolto, trattato e conservato il latte donato da mamme donatrici, costituiscono un ponte fondamentale tra il bisogno e la disponibilità di questa preziosa risorsa.
Nel 2024 il Parlamento europeo ha riconosciuto l’enorme valore del latte umano donato classificandolo come “sostanza di origine umana”, cioè un tessuto e non più quindi un farmaco salvavita o un alimento ed entro il 7 agosto 2027, tutte le Blud in Europa (e anche in Italia) dovranno adeguarsi al nuovo regolamento.
La donazione di latte materno rappresenta una pratica di grande valore sanitario, sociale ed etico. In occasione della Giornata Mondiale della Donazione del Latte Umano, il 19 maggio, l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (Aiblud) e la Società Italiana di Neonatologia (Sin) mettono in luce gli innumerevoli benefici, significativi per la madre donatrice, per le madri e i neonati che ne sono destinatari e per la società in cui
la donazione si realizza.
Per la madre che dona questo atto così generoso ha, innanzitutto, un valore profondamente umano e psicologico. Donare latte significa contribuire in modo concreto alla salute di altri neonati, spesso fragili, ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Può rafforzare il senso di autostima personale e di partecipazione attiva alla comunità, favorendo un vissuto positivo del proprio percorso di maternità.
Dal punto di vista fisiologico, la donazione può contribuire a mantenere e stabilizzare la produzione lattea. L’estrazione regolare del latte, infatti, stimola la lattazione attraverso i meccanismi neuroendocrini che regolano la secrezione di prolattina e ossitocina.
Questo può essere particolarmente utile nelle prime settimane dopo il parto, quando l’allattamento è ancora in fase di consolidamento. Inoltre, la donazione aiuta le donne che allattano a gestire un’eventuale iperproduzione di latte, riducendo il rischio di ingorghi mammari o mastiti.
Va inoltre ricordato anche l’aspetto educativo e informativo. Infatti, le madri che entrano in contatto con le banche del latte ricevono spesso un supporto qualificato sull’allattamento, sulla conservazione del latte e sulla salute di madre e figlio. Questo accompagnamento può migliorare la qualità complessiva dell’esperienza di allattamento e favorire pratiche corrette e consapevoli, rendendo più completo ed appagante il primo periodo della maternità.
Per quanto riguarda i benefici per i riceventi, il latte materno donato rappresenta una risorsa terapeutica di primaria importanza, soprattutto per i neonati prematuri. Numerose evidenze scientifiche dimostrano che il latte umano riduce in modo significativo il rischio di patologie gravi come l’enterocolite necrotizzante,una delle principali cause di morbilità e mortalità nei neonati di basso peso.
Inoltre, contribuisce a migliorare la tolleranza alimentare, ridurre le infezioni e favorire uno sviluppo intestinale e immunologico più armonico. Studi a lungo termine dimostrano, inoltre, un effetto positivo sullo sviluppo neuroevolutivo, con migliori punteggi cognitivi e motori.
Dal punto di vista delle madri riceventi, sapere che il proprio bambino riceve latte umano può avere un impatto positivo sul piano emotivo e psicologico. In situazioni in cui l’allattamento diretto non è possibile o è ritardato, la disponibilità di latte umano donato riduce il senso di frustrazione o di inadeguatezza che alcune donne possono provare.
Questa soluzione rappresenta un supporto temporaneo che consente di avviare o completare l’allattamento materno dopo il verificarsi di un evento traumatizzante, come la nascita di un neonato prematuro o gravemente patologico.
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