Oltre a quello in uso nella scuola pubblica e all’educazione parentale, ci sono altri metodi educativi. L’articolo è stato pubblicato nel numero cartaceo di Mamme Magazine di sabato 19 settembre 2026
di Manuela Vacca
La famiglia nel bosco, papà Nathan Trevallion e mamma Catherine Birmingham, aveva scelto per i tre figli l’istruzione parentale, cioè l’educazione a casa, senza frequenza di una scuola tradizionale. I genitori seguivano direttamente il percorso educativo, con l’eventuale supporto di altre persone. Catherine Birmingham ha spiegato inoltre che il percorso educativo seguito dai figli si ispirava al modello Steiner/Waldorf. In particolare, ha detto che i bambini seguivano un programma basato sul sistema Steiner, nel quale lettura e scrittura vengono introdotte più tardi rispetto alla scuola tradizionale.
Di metodi alternativi a quello ad oggi in uso nella scuola pubblica italiana ce ne sono diversi. A partire da un metodo nato italiana dalla lungimiranza di una pedagogista illuminata, oggi esportato in tutto il mondo.
Il metodo Montessori
“Aiutami a fare da solo” è un motto che punta allo sviluppo della persona senza limitazioni o costrizioni. Si tratta del nucleo del Metodo Montessori, celebre approccio educativo e scientifico sviluppato dalla pedagogista e medico Maria Montessori, basato sull’indipendenza e libertà di scelta del percorso di apprendimento.
Il metodo prevede un ambiente a misura di bambino, ossia con aule e spazi organizzati con mobili bassi e oggetti accessibili, dove gli studenti possono muoversi e interagire liberamente. Inoltre anche gli strumenti didattici devono favorire l’apprendimento sensoriale e pratico, per consentire l’autocorrezione autonoma senza l’intervento diretto dell’adulto.
Per questa ragione l’insegnante non guida in modo rigido la lezione, bensì osserva e supporta gli alunni per facilitarne l’autonomia. E la socializzazione nella crescita? Per stimolarla si prevedono gruppi di bambini di età
differenti perché aiuta anche la cooperazione e l’apprendimento tra pari.
Bezos, Clooney, William
Sebbene sia nato in Italia – dove è praticato nelle scuole dell’infanzia e primarie (statali e paritarie), coordinate e promosse dall’Opera Nazionale Montessori – è molto più famoso all’estero.
Tra i casi più celebri bisogna citare il fondatore di Amazon: Jeff Bezos ha frequentato la scuola Montessori da piccolo e, da adulto, ha creato una rete di scuole prescolari gratuite ispirate al metodo. Sempre tra gli esponenti delle maggiori aziende mondiali pure Larry Page e Sergey Brin, co-fondatori di Google, provengono da questa formazione e hanno attribuito al percorso montessoriano la spinta verso l’indipendenza e il pensiero critico.
Nel mondo dello spettacolo va ricordato di sicuro George Clooney, attore e uomo di pace: la sua educazione Montessori ha contribuito al suo successo orientandolo anche verso un impegno umanitario di grande rilievo. Una carriera ricca di premi: Taylor Swift, tra le cantanti più acclamate sul pianeta, è riuscita a manifestare tutta la sua vita interiore nella sua musica grazie agli insegnamenti montessoriani.
Anche le famiglie reali sono state interessate al metodo. Per esempio, la principessa Diana, che aveva anche lavorato come assistente in una scuola Montessori, ha fatto frequentare i figli William e Harry asili con indirizzo Montessori.
Nel nostro Paese, hanno questa formazione anche i fratelli Guzzanti, cioè gli attori comici Sabina, Corrado e Caterina. Cresciuto con questi principi anche lo scrittore Premio Strega Niccolò Ammaniti, apprezzato autore del bestseller “Io non ho paura”. E solida formazione montessoriana anche per ex presidente del Consiglio italiano e commissario europeo Paolo Gentiloni. Oggi molti vip scelgono questa scuola per i propri figli. Lo hanno fatto anche la conduttrice Ilaria D’Amico e l’attrice Giovanna Mezzogiorno.
L’applicazione in famiglia
Ma al di là della scelta degli istituti, non va dimenticato che diversi genitori applicano i principi montessoriani anche a casa e lasciano qualche spazio per favorire l’indipendenza della propria prole. Magari organizzano la casa per permettere ai più piccoli di riuscire a cucinare cibi semplici. In fondo, se si riesce a prepararsi da soli qualcosa da mangiare, si comincia prima a essere indipendenti.
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