Una generazione che fa consumo di cannabis e droghe, secondo la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026. L’articolo è stata pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 4 luglio 2026
di Francesca Ferri
Gettate lo sguardo su una classe di terza media o di prima superiore. Un quarto dei ragazzini e delle ragazzine seduti ai loro banchi potrebbero aver fumato marijuana, sniffato cocaina, ingoiato pillole sintetiche. Sballati, nonostante la giovane età e nonostante le mille meravigliose cose che a questa età riempiono la vita.
Nel 2025, oltre 950mila studenti tra 15 e 19 anni (39%) hanno ammesso di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della vita. Di questi, 640mila (26%) lo hanno fatto nell’ultimo anno, più ragazzi (30%) che non ragazze (22%).

Il dato agghiacciante emerge dall’ultima Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, presentata nei giorni scorsi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano. L’affresco è quello di una generazione sempre più in balia di sostanze.
Se tra il 2022 e il 2024 si era assisitito a una flessione nei consumi da parte degli adolescenti, nel 2025 il consumo è tornato a salire. Secondo la relazione, il motivo va ricercato nella maggiore disponibilità di droghe quali stimolanti, cocaina, nuove sostanze ancora non classificate e oppiacei/oppioidi.
La cannabis, ad esempio, è percepita dai giovani come la sostanza più accessibile: il 32% degli studenti ritiene di poterla reperire facilmente. Meno accessibile, ma comunque raggiungibile, è considerata la cocaina (9,3%), e a seguire lo sono gli allucinogeni (7%), gli stimolanti (6,3%) e gli oppiacei (3,8%). Dove si procurano la droga? La strada e i luoghi all’aperto sono i luoghi più “facili”, indicati da oltre il 60% degli studenti, mentre il 17% cerca lo sballo sul web.
Analizzando le varie sostanze, la cannabis, come detto, si conferma la sostanza più diffusa: quasi 600mila studenti (24%) l’hanno provata almeno una volta nella vita, poco meno di 450mila (18%) dicono di averla usata nell’ultimo anno e circa 56mila (2,3%) di consumarla 20 o più volte nel mese.
Al secondo posto tra le sostanze stupefacenti più usate dai giovani ci sono le cosiddette “nuove sostanze psicoattive” (NPS), un completo salto nel buio per gli oltre 250mila gli studenti (10%) che ne hanno assunte almeno una volta nella vita. Di questi, 140mila (5,7%) lo hanno fatto nel corso del 2025. Nell’ultimo anno, le NPS più diffuse sono state i cannabinoidi sintetici (3,6%), gli oppioidi sintetici (1,6%) e la ketamina (1,2%).
Al terzo posto ci sono gli stimolanti: amfetamine, ecstasy, GHB, MD e MDMA. Quasi 160mila studenti (6,3%) riferiscono di averli usati almeno una volta; 67mila (2,7%) nell’ultimo anno e quasi 29mila (1,2%) almeno 10 volte negli ultimi 30 giorni precedenti la rilevazione.
Gli allucinogeni sono stati utilizzati dal 4,6% degli studenti, circa 110mila, almeno una volta nel corso della propria vita, quasi 48mila (1,9%) nell’ultimo anno e poco più di 16mila (0,7%) 10 o più volte nell’ultimo mese.
Tra i minorenni il dato è stabile intorno all’1,7%, ma cresce fino al 2,3% tra i 18-19enni. In controtendenza rispetto al 2024, nel 2025 è aumentato il consumo di cocaina fra i giovanissimi: l’1,9% degli studenti (circa 46.000) l’ha assunta durante l’anno, in linea con il 2024, e tra questi circa 23.000 (0,9% della popolazione studentesca, contro lo 0,4% del 2024) riferiscono un consumo abituale, almeno 10 volte al mese.
Infine gli oppiacei. Secondo i dati della Relazione, sono stati utilizzati almeno una volta nel corso della vita da oltre 70mila studenti (2,9%), quasi 38mila (1,5%) lo hanno fatto nel corso del 2025 e circa 13mila (0,5%) lo hanno fatto 10 o più volte nel mese in cui hanno partecipato allo studio. In questo caso, lo studio ha rilevato un picco di consumo tra i 17enni (1,3%). L’uso è più diffuso tra i ragazzi, con una differenza più marcata fra i 18enni.
Ma a che età ci si avvicina alle sostanze stupefacenti? Nonostante sia sempre più frequente leggere di casi di 14enni, 13enni e perfino 12enni che assumono sostanze illegali, ad oggi le principali fonti ufficiali italiane non documentano un abbassamento generalizzato dell’età di primo consumo fino ai 12 anni. Le rilevazioni epidemiologiche nazionali, come ad esempio l’ESPAD Italia, utilizzata anche nella Relazione al Parlamento, monitorano gli studenti tra i 15 e i 19 anni, e indicano che la sperimentazione delle sostanze illegali si concentra soprattutto nella fascia 15-17 anni, pur registrando una quota di primi consumi avvenuti prima dei 14 anni.
Di fatto ad oggi in Italia manca una sorveglianza nazionale sistematica sulle sostanze illegali negli 11-13enni. Nella fascia 15-19, lo studio presentato al parlamento rileva che per quanto riguarda la cannabis, sei ragazzi su dieci l’hanno utilizzata per la prima volta tra i 15 e i 17 anni, mentre il 34% lo ha fatto a 14 anni. Per le NPS i consumi aumentano con l’età, con prevalenze più elevate tra i 18enni.
Nel caso degli stimolanti, il 56% degli utilizzatori ha iniziato tra i 15 e i 17 anni e il 31% prima dei 15 anni, dato in calo rispetto al 2024. Per quanto riguarda gli allucinogeni, la maggioranza (57%) li ha utilizzati per la prima volta tra i 15 e i 17 anni e meno di un terzo (30%) lo ha fatto entro i 14 anni, dato in diminuzione. Nel caso della cocaina l’uso resta sotto il 2% tra i minorenni e cresce fino a raggiungere il valore più alto tra i 19enni. In quel 2% di minorenni che l’ha sperimentata, quasi la metà (48% ) ha iniziato tra i 15 e i 17 anni, il 41% a 14 anni o meno. Infine gli oppiacei: la maggior parte dei ragazzi, quasi il 60%, li ha utilizzati per la prima volta tra i 15 e i 17 anni, mentre un terzo lo ha fatto entro i 14 anni, dato quest’ultimo in diminuzione.

