Quanti come noi che hanno provato le partenze intelligenti

L’editoriale pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 27 giugno 2026

di Manila Alfano

 

Anche se l’estate è iniziata da pochi giorni ci ha già fatto rimpiangere il fresco dell’inverno. Temperature roventi si sono abbattute su tutto il nostro Paese e noi, ancora una volta, vogliamo dare attenzione ai più piccoli e ai loro genitori. Dove portarli in vacanza? Andiamo al mare, in montagna? Viaggiamo in aereo?

Qui spesso i caratteri dei genitori fanno la differenza. Ci sono i tipi dinamici e sportivi con il senso dell’avventura che non si lasciano sfuggire l’occasione di fare viaggi esotici anche con piccolissimi a carico. Armati di zaino porta bebè e pappe pronte all’uso viaggiano sfidando paure e angosce con un invidiabile self control.

Io faccio parte dell’altra squadra: genitori elicottero che accolgono gli imprevisti come vere e proprie catastrofi. La nostra personalissima partita è con l’ansia e cerchiamo di pianificare tutto. Inutilmente. Ci illudiamo di mantenere la situazione sotto controllo, organizzare ogni dettaglio.Pure illusioni.

Ma questo lo si capisce con il tempo. La prima vacanza ad esempio con mia figlia al mare è stata piuttosto sfiancante, a partire dal fatto che a lei di mettere i piedini sulla sabbia non ne voleva sapere e urlava ogni volta che tentavo di appoggiarla a terra. Eppure doveva essere tutto facile e prevedibile, a partire dalla destinazione; Liguria, non certo l’India. Tutto, secondo i miei piani di giovane madre, doveva procedere nel verso che avevo deciso io. Ma ovviamente non è mai stato così.

Come le cosiddette partenze intelligenti per dribblare il traffico in autostrada con bimbo a bordo, orribile binomio che vede genitori stremati da pianti inconsolabili e la macchina che non si muove di un metro. E allora niente, tenti il tutto per tutto. Punti la sveglia all’alba, anzi prima. Parti che è praticamente ancora notte, i bambini barcollano dal sonno, pensi che si potrebbero riaddormentare facilmente in macchina, in fondo – pensi- sono bambini e i bambini lo fanno sempre di dormire in auto. I tuoi invece sono diversi e restano con gli occhi sgranati.

Però sono stanchi, non hanno dormito abbastanza e sono insofferenti, piangono e non sanno neanche loro cosa vogliono. Tu invece lo sai, vorrebbero dormire, ma ormai il sonno è in soffitta. Sarà per la sera, obiettivo che sembra un miraggio perchè sono solo le 5 del mattino.

E tu hai fatto solo cinquanta chilometri perchè intanto per strada ci sono tanti come te che pensavano di fare la partenza intelligente.

Foto: Pixabay

 

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