Si parla del valore della maternità nel nuovo numero cartaceo di Mamme Magazine, a seguito dell’incontro a L’Aquila di venerdì 16 ottobre. L’editoriale pubblicato sabato 17 ottobre 2026
di Manuela Vacca
«Senza figli non c’è futuro». È il messaggio che la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, ha portato all’Aquila per l’evento «La vita, naturalmente – La maternità in un mondo che cambia», terza tappa della Conferenza nazionale sulla famiglia, promossa dal ministero per la Famiglia in collaborazione con il Comune e con il Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. L’occasione per una riflessione nazionale sul valore della maternità e sulla necessità di contrastare l’inverno demografico.
“Mamme Magazine” era lì, insieme alla direttrice Manila Alfano, che ha moderato l’incontro con la ministra, al teatro San Filippo, luogo simbolico della rinascita aquilana, recentemente restituito alla comunità dopo la ricostruzione post-sismica.
Padrone di casa, il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi. Che, nella Capitale italiana della Cultura 2026, ha allargato la riflessione al tema dello spopolamento delle aree interne dell’Appennino, di cui l’area dell’Aquila,
purtroppo, porta ancora le ferite dopo il terremoto. Al centro dell’iniziativa c’è un messaggio preciso: diventare madri non deve significare rinunciare alle proprie aspirazioni personali e professionali. La maternità, al contrario, deve essere riconosciuta come un valore per l’intera società, sostenuta da politiche e servizi capaci di accompagnare le famiglie.
Nella loro indagine gli studiosi Antonio Noto e Giulio De Rita hanno fotografato il valore attribuito alla maternità.
Al quesito: “Quanto essere mamma rappresenta un contributo alla società, oltre che alla famiglia?”, ha risposto «abbastanza/molto» l’81% degli intervistati ma, con un divario di 43 punti, emerge che solo il 38% ritiene adeguato il riconoscimento. La penalizzazione professionale è poi lo svantaggio più avvertito (40%), davanti alla cura data per scontata (19%).
Esiste forse una demotivazione a essere genitori. «Abbiamo registrato che non è solo economica, ma deriva da un complesso di fattori. Il problema si affronta con un mix di azioni politiche – spiega alla nostra testata Noto –. Non basta il bonus bebè quando si è persa la cultura della maternità nella sua rilevanza sociale: va posto in atto un processo di educazione che passi dalle scuole. E serve una legge che tuteli pure le mamme lavoratrici freelance, quelle costrette a non lavorare».
La sfida riguarda anche la possibilità per i giovani di rimanere nei luoghi in cui sono cresciuti, senza essere costretti a cercare altrove opportunità di lavoro e realizzazione personale. In questa prospettiva si inserisce il progetto «Right to Stay», promosso dall’amministrazione aquilana per affermare il diritto delle nuove generazioni a costruire il proprio futuro nei territori d’origine.
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