L’editoriale è stato pubblicato nel cartaceo di Mamme Magazine di sabato 17 maggio 2026
di Manila Alfano
Nella nostra storia, nel mondo occidentale, il femminismo è arrivato a ondate. Fasi. Battaglie. Ogni epoca la sua. In ogni fase storica le donne si sono dovute conquistare pezzo pezzo, diritto per diritto.
Ci sono state le suffragette, chiamate così perchè combattevano per il diritto di voto, il suffragio universale appunto, l’uguaglianza giuridica. Era la fine dell’800 e in Inghilterra il movimento trova il suo punto di forza maggiore.
E’ il 1903 quando Emmeline Pankhurst e le sue figlie fondano a Manchester la Women’s Social and Political Union, con il celebre motto “Fatti, non parole“.
Ci volle un po’ perchè il mondo le prendesse sul serio dato che nella migliore delle ipotesi venivano considerate stravaganti. Come nel film di Mary Poppins, la mamma dei bambini che sfila convinta sotto al naso del marito che evitava di esprimere un parere.
Negli anni ’60 arriva la seconda ondata. E ogni pezzo è un gradino in più. Si sale e sale la posta in gioco. L’attenzione è sui diritti riproduttivi, sulla parità salariale e lavorativa, ponendo le basi per il celebre slogan “il privato è politico”. E’ una rivoluzione sociale che a partire dai diritti cambia la mentalità di generazioni.
Negli anni ’90 il movimento è concentrato a criticare l’universalità del concetto di “donna”, focalizzandosi sull’individualità, sull’abbattimento degli stereotipi. Fino all’ondata ultima, quella contemporanea, dove grazie all’uso dei social media si è mobilitata l’attenzione facendo nascere movimenti planetari come il movimento #MeToo, si è puntato sulla consapevolezza che le discriminazioni di genere si sovrappongono ad altre disuguaglianze legate a razza, classe ed estrazione sociale.
Eppure pare che qualcosa si sia come perso per strada. Rispetto alla battaglia degli anni ’60 oggi qualcosa manca. A partire dall’universalità. Ci sono battaglie di serie A e lotte di serie B in cui le ideologie sembrano prevalere sulla difesa dei diritti universali di tutte.
Lo spiega e lo racconta in questa intervista Paola Concia che intervistata dalla bravissima Daniela Vergara, storico volto della tv, spiega come il femminismo sia cambiato nel corso degli ultimi anni. Lei, che la battaglia l’ha sempre fatta e vissuta dall’interno, intravede una frattura con il passato. E rilancia: non abbassate la guardia perchè la lotta non è ancora finita.
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