Condividere il dolore di un figlio che sta male. L’articolo è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 24 ottobre 2026
di Manuela Vacca
Una stretta attorciglia il cuore davanti alla malattia di un figlio o una figlia. E a volte ci vuole coraggio a condividere pubblicamente un’esperienza di dolore che riguarda così da vicino. Ma farlo può rompere un isolamento, sensibilizzare all’argomento, sostenere la ricerca oppure evitare stigmi sociali. Tra le madri più celebri che lo hanno parlato di quanto accadeva in casa c’è la conduttrice Elena Santarelli (nella foto).
Nel 2017 le cadde addosso la diagnosi di tumore cerebrale del figlio di otto anni. Ha detto di non aver mai pianto davanti a lui e di averlo trattato come un bambino non malato, facendolo studiare anche durante la chemioterapia. Nel 2019 la malattia andò in remissione e lei pubblicò il libro “Una mamma lo sa” (Piemme), raccontando le prove affrontate, tra cui come imparò a raccogliere i capelli del bimbo dal cuscino perché al mattino non li ritrovasse.
Una madre lo sa bene, come anche la scrittrice Marina Viola, autrice per Rizzoli di “Storia del mio bambino perfetto”, sul figlio autistico e con una forma di sindrome di Down. L’autismo interessa diverse famiglie. Per esempio una sfida difficile si parò dinanzi alla modella venezuelana naturalizzata italiana Ainett Stephens. Il figlio aveva smesso di parlare a due anni. Dopo alcuni controlli arrivò la diagnosi: disturbo dello spettro autistico.
La scrittrice Daria Colombo, moglie di Roberto Vecchioni, ha parlato con il marito della sclerosi multipla del figlio più piccolo, diagnosticata a 13 anni. Una malattia durissima e imprevedibile, considerata in età pediatrica eccezionale.
Spesso si prova un profondo senso di ingiustizia, come ha testimoniato l’imprenditrice Sonia Bruganelli a proposito della malattia al cuore della figlia avuta da Paolo Bonolis. Poi c’è da arginare anche il costo delle cure. Lo sa bene la showgirl Paola Caruso che ha partecipato a Grande Fratello Vip per affrontare le spese mediche statunitensi, necessarie per trattare la lesione permanente al nervo sciatico del figlio, che ne ha compromesso la capacità di camminare.
Capita che non sempre si decida di condividere pubblicamente. Poi magari succede, protetti da uno schermo, sui social. Così Paola Angelini, moglie dell’ex calciatore Massimo Ambrosini, si è soffermata sulla fatica quotidiana di affrontare il diabete di tipo 1 del figlio minore.
Il destino riserva insidie inaspettate. Arianna Gnutti ha pubblicato per Piemme “Se bastasse l’amore”, dove svela che la figlia si ammalò di anoressia e fu ricoverata in rianimazione a 13 anni, in fin di vita. Preadolescenti e adolescenti costituiscono il 70 per cento di chi ne soffre. Va sottolineato che l’anoressia è un’epidemia silenziosa, la prima causa di morte tra i giovani, dopo gli incidenti stradali. Sui disturbi dell’alimentazione, così come sul disagio giovanile, non bisogna restare in silenzio. La sua, come quella di tante altre madri, è una storia di speranza e vale la pena conoscerla.

