L’editoriale pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine sabato 25 gennaio 2026
di Manila Alfano
Un un pugno di lettere non salvarono la vita a Mileva Maric ma almeno le riabilitarono la reputazione. Se non fosse stato per quel carteggio riscoperto tra lei e il marito Albert Einstein la memoria l’avrebbe chiusa a chiave nel cassetto della storia alla voce “moglie”. Oggi si sa che all’ombra del Premio Nobel, a farlo crescere e germogliare, c’era una coautrice. Era il 1899 quando Mileva si presentò all’esame di laurea e la commissione dell’università di Zurigo si sentì costretta a bocciarla.
Impensabile perfino per un ambiente così progressista e modernista, fingere di non accorgersi che la studentessa fosse incinta. L’incontro con Albert, l’amore della sua vita, era avvenuto quattro anni prima. Due matricole geniali, con la passione per la fisica sperimentale, la musica, la matematica. Diventano inseparabili; complementari. Lui originale e intuitivo, lei capace di grande profondità nei ragionamenti. Sviluppano insieme gli studi sulla relatività di cui le lettere tengono fedele traccia.
Poi, le strade si dividono. Lui vola, si laurea, pubblica a raffica cinque articoli fondamentali per la fisica del Novecento in un anno. Una produzione sospetta che fa pensare che Maric lo abbia aiutato, la cattedra a Praga, a Berlino, il Nobel. Lei resta a casa, nei limiti invalicabili tracciati dal genere: moglie e madre e senza una laurea e nessuna carriera all’orizzonte. Una vita in disparte e nell’ombra. Lui per tutta risposta si risposa con la cugina con la quale
ha una storia extraconiugale e fugge in America.
In questi giorni è uscita la notizia per cui il gruppo Diesel (Otb) di Renzo Rosso ha offerto alle dipendenti tra i 30 e i 40 anni la copertura integrale delle spese per la crioconservazione degli ovociti. Una misura inserita in un pacchetto aziendale che vorrebbe essere d’aiuto alle donne e alla maternità. Ma siamo sicuri che alle donne serva solo più tempo per decidere se diventare madri? Siamo sicuri che non si possa pensare a una società che, come dice Carlo Calenda nell’intervista in queste pagine, che metta finalmente i figli al centro attribuendogli un valore sociale? Solo così, pensando ai nuovi nati come a investimento per il Paese si può pensare a una rinascita della società. Un figlio non può essere più un peso da buttare sulle donne. Donne come la Maric hanno già pagato la scelta a caro prezzo. Non restiamo immobili nel Novecento.
Foto: la fisica Mileva Maric, moglie di Einstein

