Un editoriale dedicato alla figura dei nonni pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 20 dicembre 2025
di Manila Alfano
Il tempo, eccola la risorsa preziosissima e inconfondibile dei nonni. Il ricordo di un tempo dolce e non stressato, senza correre, senza fretta. Aspettami, sono qui. Non ci sono i telefonini su cui buttare gli occhi appena squilla, non ci sono distrazioni. Non c’è nessun altro. Il legame tra nonni e nipoti è un pilastro fondamentale per crescere, lo dice anche la scienza: l’interazione porta una maggiore longevità per i nonni e migliori risultati scolastici e sociali per i nipoti.
Robert Atchley, sociologo americano, nel suo lavoro “The Social Forces in Later Life”, ha esplorato come la relazione tra nonni e nipoti contribuisca alla stabilità sociale ed è facile capire il perchè. I nonni sono memoria e tradizioni, il tramite tra passato e futuro, punto di riferimento fondamentale in un mondo che spesso pare dimenticare il valore delle radici familiari.
Uno studio tedesco del Berlin Aging Study ha dimostrato che il coinvolgimento dei nonni nelle vite dei nipoti contribuisce a una vita più lunga e sana. Questo fenomeno è attribuibile alla stimolazione mentale e al senso di scopo che deriva dal prendersi cura dei giovani, mantenendo attivo il cervello e prevenendo il decadimento cognitivo.
In Italia i nonni sono anche welfare. In molti casi contribuiscono al mantenimento dei nipoti, e spesso sono parte integrante di un’organizzazione familiare, che va dalla cura quotidiana, all’andarli a prendere a scuola, ad aiutarli a fare i compiti, a portarli a fare sport. Tappabuchi di un sistema che non è ancora in grado di sostenere in pieno le giovani famiglie italiane.
Nonni welfare anche senza essere necessariamente sdolcinati e caramellosi come Vittorio Feltri, versione urticante di un nonno che non riesce a vedersi in poltrona a raccontare storie, anche se viene il sospetto che sia tutta una finta, una corazza con cuore di cioccolato che si commuove senza farsi vedere. Nonni che lavorano ancora, imprenditrici che vanno di corsa anche se potrebbero essere in pensione, come Adriana Sartor che ha appena vinto un prestigioso premio americano sulla visione d’impresa. Tre nipoti che l’aspettano a casa e lei che torna carica di abbracci e pensieri per loro.
Il passato e il futuro, la memoria e la voglia di scoprire. Mani che ti abbracciano sempre. Giochiamo, sono qui. La mia faceva vestiti per le bambole con un gusto e un impegno che sospetto si divertisse almeno quanto me. Nei lunghi pomeriggi d’inverno è stata la mia amica più cara. E la memoria profuma di passato.

