di Oliviero Maggi
Sessanta milioni di euro in tre anni stanziati con la misura “Nidi Gratis” per aiutare le mamme nella conciliazione vita-lavoro. Una rete di 96 Centri per la famiglia (oltre a 372 sportelli spoke) dove accompagnare genitori e figli nelle varie fasi della vita.
Sono questi i numeri che la Regione Lombardia mette in campo per il sostegno alla genitorialità. Con un’efficacia nelle spese programmate nel settore che la portano nella top ten delle Regioni virtuose italiane. L’intervento principale è quello dei “Nidi Gratis”: nel 2024 quasi 11mila domande ammesse al finanziamento in 652 Comuni per un totale di 1.183 strutture complessive, delle quali 462 strutture comunali e 721 strutture private autorizzate, convenzionate con i Comuni. Un impegno che, insieme agli altri interventi in campo sociale, consente alla Lombardia di rientrare tra le prime dieci regioni italiane per efficacia delle risorse investite nel welfare.
Secondo il rapporto 2025 di “Welfare, Italia” promosso da Unipol, in collaborazione con The European House Ambrosetti, infatti, si posiziona nella parte alta della classifica complessiva, al nono posto: pur non essendo tra le Regioni che spende di più in welfare, l’efficacia della spesa le permette di posizionarsi in alto, con un risultato finale di 72,9 punti: davanti a lei le province autonome di Trento e Bolzano (83,8 e 80,4 punti), il Friuli-Venezia Giulia (78,3), Valle d’Aosta (76,5), Veneto e Emilia Romagna (75,5), Toscana (74,6), Umbria (73,1). Dietro la Lombardia, al decimo posto, il Piemonte (72,8).
A seguire le misure di sostegno alla genitorialità è l’assessore regionale a Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, la pavese Elena Lucchini. «Il sostegno alla natalità promosso da Regione Lombardia è una priorità di mandato» sottolinea l’assessora Lucchini, che spiega gli interventi messi in campo nel settore del sostegno alle genitorialità.
Assessore Lucchini, la Regione Lombardia e il suo assessorato sono in prima linea sul tema del sostegno alle famiglie e ai genitori che lavorano e devono conciliare i tempi di vita. Una delle misure più importanti è quella dei Nidi Gratis. In cosa consiste e come funzionerà quest’anno?
«Il sostegno alla natalità promosso da Regione Lombardia è una priorità di mandato che sosteniamo attraverso la nostra misura cardine dei ‘Nidi Gratis’ Plus. Si tratta di un aiuto concreto – che stanzia 60 milioni di euro, erogando 20 milioni per ciascun anno della programmazione del triennio educativo 2025-2028 – che testimonia la centralità della famiglia nell’azione di governo e che rappresenta un investimento educativo per i più piccoli e, al contempo, un sostegno alla genitorialità nell’interesse della comunità. La misura è attiva dal 2016 e ha l’obiettivo di sostenere le famiglie per facilitare l’accesso ai servizi per la prima infanzia, rispondendo ai bisogni di conciliazione vita-lavoro e favorendo la permanenza, l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro, in particolare delle madri. Con questo intervento intendiamo contribuire all’abbattimento dei costi della retta a carico dei genitori per la frequenza dei loro piccoli in nidi e micronidi pubblici o privati autorizzati, acquistati in convenzione dal Comune. Per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro la retta si azzera, mentre per quelle con Isee tra 20.000 e 25.000 euro si prevede un contributo fino a 100 euro mensili, oltre al rimborso Inps».
Quali altri percorsi di sostegno alla genitorialità caratterizzano il vostro operato?
«Regione Lombardia ha messo a terra diverse misure a favore della famiglia e di ciascuno dei suoi componenti. Penso alla misura “Sprint! Lombardia Insieme”, per rafforzare le nostre reti di welfare aumentando l’offerta di servizi e permettere alle famiglie una migliore conciliazione vita- lavoro. Penso alla misura “UP – Crescere alla grande” per prevenire il disagio giovanile. Penso al ‘Bando Accanto’, che si rivolge ai genitori separati, divorziati e, per la prima volta, vedovi, per ottenere un rimborso economico per le spese sostenute in favore della crescita dei figli, l’affitto o per specifiche attività di supporto alla genitorialità».
Un altro sostegno introdotto dalla Regione è quello dei Centri per la famiglia. In Lombardia gli hub sono 96, mentre gli sportelli – spoke sono ormai 372. Oltre 30mila gli assistiti dal 2019 ad oggi. Qual è l’attività di questi centri e quali sono i progetti in corso?
«L’esperienza dei Centri per la famiglia in Lombardia è estremamente positiva e rappresenta una delle buone pratiche più significative delle politiche regionali a sostegno della famiglia. I Centri sono oggi un punto di riferimento stabile e riconosciuto sui territori per promuovere il benessere familiare, accompagnare le diverse fasi della vita e sostenere le famiglie anche di fronte a eventi critici e imprevisti. Tra le principali aree di intervento, al momento, è rivolta al potenziamento dei servizi per i caregiver e le neomamme. La maternità deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità e deve trovare un’adeguata presa in carico, fondamentale per affrontare una fase cruciale come quella della gravidanza e della maternità, intercettando attese e bisogni della diade mamma-bambino grazie a operatori capaci di coniugare umanità e professionalità».
Qual è il modello che avete scelto per la gestione di questi centri?
«Fin dall’avvio della sperimentazione nel 2019, Regione Lombardia ha scelto un modello aperto e inclusivo: i Centri si rivolgono a tutte le famiglie, non solo a quelle in situazione di fragilità, con l’obiettivo di valorizzarne il protagonismo, favorire il confronto e rafforzare le reti di prossimità, accogliendo la sfida di bisogni in continua evoluzione. Negli anni abbiamo progressivamente rafforzato questo modello, potenziando le funzioni e consolidando la governance in capo alle Ats, in un’ottica di integrazione tra ambiti sociali, sanitari, educativi e comunitari. Oggi la rete dei Centri per la famiglia è capillare e strutturata secondo il modello Hub e Spoke, che garantisce prossimità, accessibilità e copertura territoriale. Ogni giorno siamo impegnati per costruire insieme una Lombardia sempre più attenta alle richieste delle famiglie e di ciascun componente. Attualmente sono attivi in Lombardia 96 Centri per la famiglia, organizzati in 96 hub e 372 spoke, che offrono gratuitamente servizi come il sostegno alla genitorialità, gruppi di auto-mutuo aiuto, sportelli di orientamento e consulenza, sostegno allo studio e opportunità di socializzazione. Si tratta di luoghi vivi, costruiti in rete con Comuni, Ambiti, Asst, scuole e Terzo settore, capaci di rispondere in modo flessibile ai bisogni delle famiglie e delle comunità locali

