«I talenti esistono vi spiego come funziona il cervello dei migliori»

L’intervista è stata pubblicata sull’inserto cartaceo di Mamme Magazine di sabato 21 marzo 2025

di Angelica Amodei

 

La storia ci ha presentato personalità con talenti talmente eccezionali da essere definiti veri e propri geni. Ma il talento è qualcosa con cui si nasce oppure si costruisce nel tempo?

«La genialità di una persona è legata fondamentalmente a una struttura cerebrale più connessa e più sviluppata, in particolare in alcune aree sottocorticali, cioè che si trovano al di sotto della sostanza grigia. Queste aree sono associate alla memoria e all’elaborazione di nuove informazioni. Le persone geniali mostrano un pensiero divergente, cioè una maggiore plasticità neuronale, con reti neurali che favoriscono connessioni molto rapide. Questa caratteristica viene definita intelligenza fluida», spiega il professor Nicola Paciello, neurologo, direttore UOC neurologia Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza e professore di neurologia Università della Basilicata.

Si dice che il cervello dei geni sia più grande: è così?

«E’ un falso mito. Contano le connessioni, non le dimensioni: conta l’efficienza delle reti neurali e la connettività funzionale tra le diverse aree».

Altri elementi che fanno la differenza?

«Un altro elemento nello sviluppo di un atteggiamento “genialoide” è il pensiero laterale: significa che la genialità sfrutta un circuito cerebrale gestito dalla corteccia prefrontale, in grado di creare nuove associazioni mentali. Infatti si parla di neuro divergenza e creatività. Il pensiero divergente è tipico delle persone con ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), che permette un pensiero fuori dagli schemi».

La genetica c’entra?

«Si, perché l’intelligenza è in parte una capacità innata. Ma non tutto è legato ai geni, anche le relazioni e le esperienze contribuiscono ad aumentare queste capacità».

La genialità va allenata…

«Si. Studi recenti di neurofisiologi e neuropsichiatri americani hanno analizzato, tramite risonanza magnetica funzionale, cervelli di persone con intelligenza normale e con alto quoziente intellettivo. Noi abbiamo due tipi di memoria, quella implicita e quella esplicita. La memoria esplicita è quella che caratterizza maggiormente l’atteggiamento geniale. Chi ha una memoria esplicita più sviluppata mostra una maggiore capacità di creare connessioni neurali dinamiche, che si diramano in più aree del cervello e permettono di trovare soluzioni rapide e originali, spesso diverse rispetto a quelle di persone con intelligenza nella norma. E’ lo sviluppo delle reti neurali che determina la genialità, su una base genetica».

Ma la personalità gioca un ruolo importante…

«È importante distinguere tra intelligenza e psiche. Una persona può essere molto intelligente e avere una grande capacità di sfruttare la memoria esplicita, ma se ha una personalità fragile, lo stress o l’ansia da prestazione possono bloccarla. Il soggetto non riesce a esprimere le proprie potenzialità, perché ansia e stress possono compromettere la capacità di elaborare nuove informazioni».

Foto: Pixabay

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