Cellulari, internet e social: ora possiamo studiare la rivoluzione tecnologica

Sono passati 36 anni dal giugno del 1990 quando in Italia sono apparsi sul mercato i primi cellulari.

Nel 1993 internet diventava accessibile a tutti e cominciava l’era pubblica e commerciale che tutti conosciamo. Dal “matrimonio” tecnologico di queste due forme digitali nasceranno poi i siti, i social fino ad arrivare all’intelligenza artificiale. Una nuova era, un nuovo mondo. Una rivoluzione che ha cambiato le abitudini e i comportamenti di giovani e meno giovani. Ora, dopo decenni, ci sono tutti gli elementi per studiare, analizzare e valutare i risultati e i danni di questa rivoluzione sugli adulti ma anche sui bambini. I cellulari non sono giocattoli. È questo che emerge forte e chiaro dagli studi scientifici. I pediatri hanno stilato una dettagliata tabella in cui emergono danni seri su bambini che hanno accesso prolungato al mondo dei social.

Oggi si sa, occorre stare attenti, moderare l’esposizione e posticiparne l’utilizzo il più possibile, anche se le leggi lo consentono. Gli stati si stanno attrezzando, Paesi l’Australia ha vietato l’utilizzo dei social media a ragazzi al di sotto dei sedici anni. In Francia niente accesso fino a tredici anni. In Italia si sta valutando se toglierli agli under 15 come in altri Paesi europei come Spagna Grecia Germania e Danimarca.

Intanto da noi a scuola è stato confermato il divieto dei cellulari in classe. Le tabelle parlano chiaro: più è alta l’esposizione al mondo virtuale e peggio si sta. A farne le spese prima di tutto la qualità del sonno, come sottolinea il Professor Biggio. E il sonno è fondamentale per il benessere. I bulli sono molto probabilmente bambini che dormono male e troppo poco. Pessime relazioni con gli altri e problemi probabilmente con il rendimento scolastico. Ma non solo.

Il professor Biggio racconta a Mamme Magazine qualcosa di ancora poco conosciuto perfino dalla comunità scientifica: anche sulle donne incinta l’esposizione prolungata sugli smart phone crea danni importanti che vanno a influire sulla produzione di melatonina del nascituro. E si sanno ormai gli effetti negativi di una qualità del sonno scarsa. E allora difendiamo i bambini, a partire da quelli che devono ancora nascere ma sono già esposti loro malgrado agli effetti negativi della rete.

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