«Scegli il libro giusto compagno per la vita». Parola di Francesca Barra

La giornalista e conduttrice tv Francesca Barra e i suoi romanzi di formazione: «Sono cresciuta con “Piccole donne” e la “Storia infinita” così ho scoperto il coraggio». L’intervista è stata pubblicata sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 13 dicembre 2025

di Manila Alfano

«Da bambina sono cresciuta in mezzo ai libri dei miei genitori: una enorme libreria di legno. Era il mio rifugio». Francesca Barra, giornalista e scrittrice, conduttrice del programma politico Quattro di Sera in onda su Rete4, racconta di come la sua infanzia e la sua adolescenza siano state arricchite da un incontro fondamentale: i personaggi conosciuti nei libri che si è portata dietro per tutta la vita. E allora ecco che basta ripensare a quei libri del cuore, che riemerge il profumo delle pagine da sfogliare e la memoria corre alla grande libreria che da bambina le appariva ancora più imponente, i genitori che si ritagliavano del tempo per tuffarsi nella lettura, come un rito, come una liturgia. Francesca ha quattro figli, tre dei quali nati dal precedente matrimonio, l’ultima nata dalla relazione con l’attore Claudio Santamaria, che ha sposato nel 2018 nella sua città d’origine, a Policoro, in Basilicata.

Quali sono stati i libri che da bambina le sono rimasti nel cuore?

«Tra i tanti che ho letto, i due che mi hanno segnato più profondamente sono stati senza dubbio due grandi classici della letteratura per ragazzi: La storia infinita e Piccole donne».

Quando li ha letti?

«Avevo tra gli otto e i dieci anni, li ho incontrati praticamente “per caso”, o almeno così mi è sembrato allora. Di sicuro non erano stati chiesti dalla scuola per compito. Ed è stato un bellissimo incontro».

Cosa le hanno lasciato?

«Un mondo di emozioni. Ma soprattutto era il modo in cui scoprivo me stessa. La storia infinita mi ha fatto capire che l’immaginazione poteva salvarti, che ha un grande potere; Piccole donne mi ha insegnato il coraggio, la sorellanza, la possibilità di essere diversa senza chiedere scusa. Insomma, un modello da seguire. Unvalido aiuto per crescere. Ma non solo. Ho letto libri prezisi, come La ragazza di Bube, un romanzo scritto da Carlo Cassola in cui vengono tra l’altro illustrati, attraverso la storia di ragazzi innamorati, i problemi politici e sociali del dopoguerra e Le nebbie di Avalon. Sogni, luoghi fantastici e anche i primi approcci con amore ed eros».

Oggi che è madre che spazio da alla lettura per i suoi figli?

«Quello della lettura è diventato un rituale di famiglia. Ho riproposto ai miei figli gli stessi libri che hanno accompagnato me, come La storia infinita, Piccole donne, e i grandi classici che resistono al tempo».

Per tutti e quattro gli stessi libri?

«No, ogni figlio ha poi trovato il suo mondo come è giusto che sia. Funziona per tutto e funziona anche per i libri. Scegliamo quello che ci interessa, quello che in fin dei conti ci rappresenta maggiormente. Una delle mie figlie ama i fumetti, e per me va benissimo così: leggere è leggere, qualunque sia la porta da cui si entra. Da Paperino a Topolino, fino ad altri più di nicchia. Ma il suo suggeritore preferito è Claudio, con lui si scambiano pareri e consigli. Un’altra ama i romanzi storici, e questo mi permette di parlarle di memoria, di passato, di identità. Mio figlio si è avvicinato alla filosofia, e la casa si è riempita di domande grandi, che spesso sono più importanti delle risposte. La piccolina, che ha quattro anni, vive ancora nelle storie illustrate: quelle in cui il colore parla prima delle parole».

Quando leggete?

«Abbiamo un rituale della buonanotte con la piccola, ma anche uno sul divano, quando siamo tutti insieme. Direi una vera e propria liturgia, che mi porto dietro da quando ero bambina, da quando vedevo i miei genitori leggere e ho iniziato ad appassionarmi anche io. Così i miei figli. Perchè noi siamo il loro specchio, e passargli l’abitudine di leggere è la cosa più magica che ci sia».

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