Passione e lavoro: il coraggio di rinascere, è la festa della donna

L’editoriale è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 7 marzo 2026

di Manila Alfano

 

Donne che pedalano su strade in salita. Per passione, per lavoro. Come la ricercatrice di testi antichi dispersi in Europa, la professoressa Giliola Barbero che gira le biblioteche con una bicicletta pieghevole alla ricerca di documenti che inserisce come tessere nel grande puzzle della storia.

Donne che rinascono non per rivalsa ma per gratitudine se vengono colpite al cuore da un marito violento, come è successo alla dottoressa Manuela Carnini, che è caduta e si è rimessa in piedi curando le ferite dei suoi bambini, diventando un’artista riconosciuta a livello internazionale con le sue opere d’arte.

Oggi, alla vigilia dell’8 marzo celebriamo le loro storie, convinte che possano essere di ispirazione per tutte, ancora troppo spesso costrette da limiti che per generazioni ci hanno ingabbiato. In ogni ambito. Abbiamo appena smaltito l’euforia per le Olimpiadi Milano Cortina. Le atlete hanno fatto la differenza, Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana solo per citarne qualcuna.

Non è stato sempre così. La strada per i Giochi ce la siamo dovuta guadagnare e quando il 6 aprile del 1896 il barone De Coubertin dava il via alle Olimpiadi Moderne e scandiva il motto diventato celebre: «l’importante è partecipare» si riferiva solo ai maschi. Le donne dovettero aspettare il 1900, con l’edizione dei Giochi a Parigi: il barone aveva perso e aveva vinto il principio che i giochi potessero essere aperti a tutti. Da allora abbiamo fatto passi da giganti. Da gigantesse. Eppure c’è ancora tanta strada da fare. A partire da un dato oggettivo e concretissimo: lo stipendio.

C’è ancora un divario enorme, ingiusto e inaccettabile rispetto al salario di un uomo e di una donna. Pari grado, pari ruolo ovviamente. Lo spiega benissimo in queste pagine l’economista Azzurra Rinaldi che conferma i dati Istat che consegnano una fotografia di un’Italia in cui il gap cresce tanto più le donne sono preparate.

Tra i dirigenti e i posti apicali la forbice è sempre più evidente, più scandalosa. Si gioca su tante variabili, il tutto reso ancora più complesso se poi una manager decide di avere un figlio. Praticamente un problema suo. Insomma come ci dicono: hai voluto la bicicletta? Pedala. Ancora in salita.

Le donne non parlano di soldi ci ricorda la Rinaldi. Mia nonna mi raccontava che se a tavola il discorso ricadeva sul denaro venivano allontanate perchè “non stava bene”. Noi invece impariamo a pretendere la parità.

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