Una ragazzina su due lascia lo sport per il fisico

Le insicurezze delle adolescenti sul proprio fisico possono incidere anche nell’attività sportiva. L’articolo è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine del 17 gennaio 2026

di Chiara Mancioli

 

Lo sport, si sa, nell’immaginario collettivo spesso è associato a libertà, salute, forza e benessere. Ma come mai, allora, tra i 13 e i 17 anni, una ragazza su due abbandona lo sport?

Per cercare di dare una risposta a questo fenomeno, potrebbe essere utile affidarci ad alcuni numeri che, statistiche alla mano, evidenziano una realtà: circa una ragazza su due lascia durante l’adolescenza, quando l’esposizione al giudizio non è sempre facile da sostenere.

Secondo una ricerca condotta da Dove, brand di Unilever, alla base della rinuncia ci sarebbero un rapporto fragile con il proprio corpo e insicurezze, spesso, legate a commenti, critiche e aspettative altrui. Il 49% delle ragazze, infatti, dichiara di aver subito giudizi legati al proprio aspetto; il 46% delle adolescenti afferma di essersi sentita dire di avere un fisico “non adatto”; il 46% si è sentita trattare, in più occasioni, come un “oggetto” durante la pratica
sportiva. Un disagio che, per alcune, spesso è accentuato da un abbigliamento sportivo che scopre eccessivamente il corpo.

Ciò che ne emerge, quindi, è il peso dello sguardo altrui. Compagni, coetanei, ma anche figure adulte di riferimento come allenatori, insegnanti e genitori, possono davvero influenzare la scelta di continuare o smettere. A sostegno delle atlete e degli addetti ai lavori, negli ultimi anni sono state messe in campo diverse iniziative con un obiettivo semplice, ma ambizioso: portare palestre e campi da gioco ad essere spazi sicuri e inclusivi, dove il corpo non rappresenti un limite, ma uno strumento per realizzare i propri sogni in un contesto di salute, crescita e sana competizione.

Grazie anche alla testimonianza di atlete affermate come Jasmine Paolini, andare oltre diventa più vero. La tennista, 4 posto nel ranking ATP, racconta di aver costruito la sua brillante carriera al di là delle critiche, dimostrando che non esiste un solo modello di corpo e nemmeno un solo modello di corpo adatto ad uno sport. La fiducia in sé, dunque, non è un punto di partenza, ma un percorso. E lo sport, se vissuto nel modo giusto, può diventare il mezzo ideale con cui imparare a costruirla.

Foto: Dalla pagina ufficiale Facebook di Jasmine Paolini

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