Gli adolescenti non si piacciono. Ci è passata anche la conduttrice e attrice Stefania Orlando. Si racconta nell’intervista pubblicata sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 17 gennaio 2026
di Angelica Amodei

«Sì, da ragazza non avevo un buon rapporto con il mio corpo. Non mi piacevo guardandomi allo specchio. Mi vedevo troppo alta e molto magra. Tra l’altro sono diventata signorina tra i 15 e i 16 anni, un po’ tardi rispetto alle mie coetanee. Loro già a 13 – 14 anni erano formate, erano sicuramente più armoniose di me. Mi vedevo un po’ ‘stampellona’, con la carnagione molto chiara, capelli molto lisci. Mi vedevo diversa dalle mie amiche, non mi piacevo».
Perché, a suo avviso, le ragazze ancora oggi fanno fatica ad accettarsi?
«Oggi le ragazze non riescono a percepirsi nel modo giusto perché sono bombardate da immagini che vediamo sui social. Viviamo un momento storico in cui praticamente vediamo solo ritratti di ragazze perfette, magari con l’aiuto di filtri vari. Molte giovani si guardano allo specchio e non si sentono mai abbastanza».
Nel suo caso, quanto questa difficoltà nel piacersi ha influito anche sul rapporto con i ragazzi?
«Lo ammetto, da ragazza non avendo un buon rapporto con il mio corpo, avevo difficoltà con i ragazzi. Non ero a mio agio, tendevo a nascondermi. I primi amori, infatti, li ho vissuti più grandicella. La mia eccessiva magrezza mi faceva sentire diversa dalle altre, non mi sentivo attraente. Poi, effettivamente, molti mi dicevano: ‘Sei troppo magra’. Automaticamente, non riuscivo a sentirmi abbastanza seducente con i ragazzi con cui interagivo. Ero chiusa, timida, un po’ impacciata, non davo molta confidenza».
C’è stato qualcuno che l’ha aiutata a cambiare sguardo su te stessa?
«Sì, è stato mio padre. Per aiutarmi a farmi capire che il mio peso non era un vero problema, mi iscrisse a una scuola di portamento e per modelle. Lì erano tutte alte e piuttosto magre. A differenza mia si vedevano bene allo specchio. Le nostre insegnanti erano top model, anche loro filiformi, magre e slanciate. Così, piano piano, ho iniziato ad apprezzarmi di più. Il percorso è stato lungo, non è stato un cambiamento immediato, ma con il tempo ho imparato a piacermi di più, ad acquistare più sicurezza in me stessa. Poi, il lavoro nel mondo dello spettacolo ha rappresentato una vera terapia, anche per vincere la timidezza».
Se dovesse dare un consiglio?
«Io posso dire che dobbiamo cercare di tirare fuori la nostra personalità che è importantissima… e poi soprattutto non dobbiamo essere scelte da altri. Siamo prima di tutto noi a doverci scegliere. Quando lo facciamo, allora abbiamo vinto».

