Il 77 per cento delle donne fra i 50 e i 69 anni si sottopone a mammografia in Italia ma ci sono forti differenze regionali
di Redazione Mamme Magazine
Nel nostro Paese si è sottoposto a mammografia – a scopo preventivo e nei tempi raccomandati – il 77 per cento delle donne fra i 50 e i 69 anni. Peccato che l’adesione alla procedura subisca forti variazioni regionali, con un netto gradiente Nord-Sud. Lo fotografano i dati del biennio 2024-2025, della Sorveglianza Passi dell’Iss, e dicono anche che si è toccato il dato più alto dal 2008.
Quali differenze
È soprattutto lo screening proposto dalla Asl a raccogliere l’adesione maggiore: il 57 per cento. La restante quota del 19 per cento agisce su iniziativa spontanea.
Dopo il calo netto dovuto alla pandemia, la copertura totale dello screening mammografico, dentro e fuori i programmi organizzati, è in aumento. Però si evidenziano significative differenze regionali, con un netto gradiente Nord-Sud.
Centro – nord
Si raggiungono valori di copertura totale prossimi al 90 per cento in regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Umbria (dove la gran parte delle donne partecipa ai programmi organizzati).
Il sud
Invece in alcune zone del sud la copertura totale scende sotto il 50 per cento, come in Calabria (dove la partecipazione ai programmi organizzati scende notevolmente).
Nel tempo è comunque aumentata la quota di donne che si sottopone a mammografia preventiva ovunque nel Paese, grazie soprattutto all’aumento dell’offerta/adesione ai programmi organizzati. Lo screening su iniziativa spontanea resta stabile nel tempo, ma diminuisce dove i programmi organizzati sono ben consolidati.
Gli studiosi
I ricercatori considerano: “Non è trascurabile la quota di donne 50-69enni che non si è mai sottoposta a una mammografia a scopo preventivo (9 per cento) o lo ha fatto con una cadenza temporale non ottimale (il 14% al momento dell’intervista riferisce di aver eseguito una mammografia a scopo preventivo da più di due anni). Il gradiente sociale è ampio e persistente nel tempo; le donne meno istruite o con difficoltà economiche, così come le donne di cittadinanza straniera meno di altre si sottopongono allo screening ma lo screening organizzato riduce tali disuguaglianze”.
Foto: Pixabay

