Fondamentali le visite periodiche. Ne parla la dottoressa SImonetta Meuli. L’articolo è stato pubblicato nel cartaceo di Mamme Magazine di sabato 10 ottobre 2026
di Redazione Mamme Magazine
Oltre al quello estetico, gli apparecchi rimovibili trasparenti offrono anche altri vantaggi. «Soprattutto la qualità della vita durante il trattamento», spiega la dottoressa Simonetta Meuli. «Gli allineatori – precisa – possono essere rimossi per mangiare e per eseguire le normali manovre di igiene orale. Questo significa poter mantenere le proprie abitudini alimentari, lavare i denti con maggiore facilità e utilizzare normalmente il filo interdentale. Con l’apparecchio fisso, invece, l’igiene è più impegnativa e alcuni alimenti possono provocare il distacco dei bracket o danneggiare i fili.
Un altro aspetto importante è il comfort: gli allineatori sono generalmente meno traumatici per le mucose e riducono significativamente gli inconvenienti legati ai componenti metallici. Si riducono anche le visite impreviste dovute alla rottura di fili o al distacco dei bracket. Naturalmente bisogna ricordare che sono dispositivi rimovibili, ma non significa che possano essere indossati a piacimento: per ottenere i movimenti programmati devono essere utilizzati con grande costanza, generalmente per 20-22 ore al giorno, secondo le indicazioni dell’ortodontista. La libertà di rimuoverli è un vantaggio, ma la responsabilità di indossarli è parte integrante della terapia».
Fondamentali sono le visite periodiche. «La frequenza – spiega ancora Meuli – viene personalizzata in base all’età, alla complessità del trattamento e alla fase terapeutica. In linea generale, nei miei protocolli clinici controllo gli adulti mediamente ogni due mesi, mentre nei bambini preferisco controlli più ravvicinati, spesso mensili. Nei pazienti in crescita è particolarmente importante monitorare non soltanto gli spostamenti dentali, ma anche l’evoluzione della dentizione e delle strutture cranio-facciali. La tecnologia digitale ci permette di programmare con grande precisione, ma il controllo clinico rimane insostituibile. In fondo, il principio che guida il mio lavoro è semplice: la tecnologia deve essere al servizio dell’ortodontista e, soprattutto, del paziente. Mai il contrario».
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