L’editoriale del numero cartaceo di Mamme Magazine di sabato 10 ottobre 2026
di Francesca Ferri
«Non con quei denti, amico».Chi ha visto “Bohemian Rhapsody”, il film sulla storia dei Queen, ricorderà la battuta di Brian May e Roger Taylor, futuro chitarrista e futuro batterista del gruppo, quando uno sconosciuto, giovanissimo Frederick Bulsara propone loro di essere il cantante del nascente gruppo dei Queen. «Sono nato con quattro incisivi in più, più spazio nella mia bocca significa maggiore estensione vocale!», risponde il futuro Freddie Mercury.
Nella realtà,Mercury non si sottopose mai a interventi ortodontici. Temeva che modificare la struttura della bocca avrebbe compromesso la sua straordinaria estensione vocale di oltre quattro ottave. Verità o leggenda, chissà se la sua voce sarebbe stata la stessa se nella natia Zanzibar al piccolo Frederick avessero tolto i denti in più e messo l’apparecchio. Oggi probabilmente non sarebbe sfuggito alla correzione.
Le cure ortodontiche sono in aumento, e non solo tra bambini e adolescenti, ma anche tra gli adulti. Che non significa solo vistosi apparecchi di metallo, ma anche più discreti allineatori trasparenti. E non solo per correggere problemi, ma anche solo per un sorriso più lineare.
Per l’Italia non ci sono dati omogenei. Per avere un’idea del fenomeno si può dare un’occhiata a cosa succede in Germania. Il Robert Koch Institute ha seguito la popolazione pediatrica tedesca attraverso tre rilevazioni dal 2003 al
2017 e ha registrato che tra il 2003 e il 2006, nella fascia 7-17 anni, portava l’apparecchio il 22%; tra il 2009 e il 2012 il 28% e tra il 2014 e il 2017 il 31,1%. Non solo. Nel 2014-2017, restringendo la fascia a 11-13 anni, età in cui normalmente si concentra il trattamento, aveva l’apparecchio il 47,6% delle ragazze e il 36,1% dei ragazzi.
Bambini e adolescenti correggono per lo più l’affollamento dentale, quando cioè i denti non hanno spazio sufficiente e si sovrappongono o ruotano. Altri difetti sono la malocclusione di 2ª classe, spesso associata a una posizione più avanzata dei denti superiori; incisivi superiori troppo sporgenti; difetti del morso. Negli adulti spesso si ricorre all’ortodontista per riallineare il sorriso. In questo caso, le mascherine trasparenti sono lo strumento più adottato.
Eppure molte persone rinunciano a curarsi i denti a causa di problemi economici. Il rapporto del Consiglio Superiore di Sanità, basato sull’indagine Ehis 2019, rivela che il 5,7% degli italiani over 15 ha rinunciato a visite o trattamenti per motivi economici. La percentuale era la stessa, 5,7%, tra gli over 65. Ma non solo.
Il 13% degli over 15 aveva effettuato cure odontoiatriche in ritardo, o non le aveva effettuate, per problemi di lista d’attesa. Tra gli over 65 il dato era al 19,6%. Solo il 4,5% degli over 15 si era rivolto a una struttura pubblica; il 95,5% si era rivolto al privato o al privato convenzionato e l’86,1% sosteneva interamente il costo della prestazione. Secondo dati Istat del 2022, la spesa sanitaria privata annuale media è di 519 euro all’anno tra le famiglie meno abbienti, e di 2.430 euro nelle famiglie più abbienti.
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