Il potere della favola Sconfiggere i cattivi dà fiducia nel futuro

L’articolo è stato pubblicato sull’inserto cartaceo di Mamme Magazine di sabato 12 settembre 2026

di Francesca Ferri

 

C’era una volta…». Quante fiabe ci hanno fatto sognare, impaurire, arrabbiare e, alla fine, ci hanno dato sollevo quando finalmente i protaginisti, all’ultima pagina, «vissero felici e contenti». Ma le fiabe fanno ancora sognare i bambini? E, prima ancora, i bambini ascoltano ancora le fiabe?

Da un’indagine promossa da Associazione Culturale Pediatri (ACP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Società Italiana di Pediatria (SIP), in collaborazione con Fondazione Carolina e Meta, sul rapporto tra famiglie, bambini e tecnologie digitali, realizzata nell’ambito del progetto “Connessioni delicate”,su circa 800 famiglie è emerso che una famiglia su quattro nella fascia 0-2 anni e una su cinque nella fascia 3-5 anni dichiara di affidarsi all’itelligenza artificiale per far addormentare i figli, attraverso ninne nanne generate dagli assistenti vocali.Cosa ci stiamo perdendo?

«Le fiabe sono importanti non perché mostrano ai bambini com’è la vita, ma perché danno forma a paure e sogni profondi sulla vita attraverso la fantasia». Così la psicologa infantile Sally Goddard Blythe, direttrice dell’Istituto di
Psicologia Neurofisiologica di Chester, spiega nel suo libro The Genius of Natural Childhood, l’importanza, per i bambini, di ascoltare le fiabe per accedere ad esperienze immaginarie che plasmano il modo di stare al mondo.

Che la lettura delle fiabe fin dai primi anni di vita sia importante per lo sviluppo dei bambini è ormai un dato appurato. L’American Academy of Pediatrics già dal 2014 raccomanda ai genitori di iniziare a leggere ad alta voce ai bambini già nei primi mesi, considerandola una pratica che favorisce lo sviluppo del linguaggio e rafforza il legame affettivo tra adulto e bambino. Secondo la Società Italiana di Pediatria la lettura quotidiana di fiabe e storie può contribuire a prevenire difficoltà di apprendimento e a promuovere il benessere emotivo.

La lettura condivisa delle fiabe, secondo i pediatri, porta 5 effetti benefici. Oltre a creare una ritualità rassicurante in un momento delicato come quello dell’addormentamento e a favorire un tempo di qualità in famiglia, in cui il genitore stacca dai propri impegni e si dedica al figlio, le fiabe, attraverso le loro metafore, aiutano ad affrontare le difficoltà della vita. La fiaba suggerisce che nella vita si incontreranno momenti di difficoltà e sofferenza, insegna che la possibilità di godere della vita passa attraverso l’accettazione dell’inevitabile sofferenza e attraverso la fiaba i bambini sperimentano fiducia e speranza nel trovare nuove soluzioni, nella prospettiva rassicurante del lieto
fine. La premessa perfetta per cominciare a sognare.

Le favole insegnano anche non già che i draghi esistono – i piccoli ne sono ben consapevoli – ma che si possono sconfiggere, per dirla con lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936). Rabbia, invidia, odio, gelosia nelle fiabe assumono un volto e possono essere osservati con un distacco utile a prenderne confidenza, nell’ottica di rassicurare il bambino. Alcune ricerche indicano che i bambini si sentono soddisfatti o sollevati quando i personaggi cattivi vengono puniti.

La fiaba, infine, consente al bambino di entrare in contatto con il proprio mondo interiore e a esplorare le diverse emozioni, anche quelle più complesse.

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