Matematica, che fatica! Quattro bambini su dieci vanno male

I risultati dei test Invalsi 2026, su 2,4 milioni di alunni dalle elementari alle superiori, rivela che in terza media il 55% degli alunni ha difficoltà con numeri, logica e frazioni

Quattro bambini su dieci in Italia vanno male in matematica e quasi la metà dei ragazzini delle medie ha problemi con l’italiano, non riuscendo a comprende quel che legge. Sono i dati più preoccupanti emersi dall’ultimo rapporto Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), la serie di test standardizzati nazionali per valutare le competenze degli studenti in italiano, matematica e inglese. Quest’anno hanno partecipato oltre 2,4 milioni di allieve e allievi di circa 11.400 scuole. Le classi coinvolte sono la seconda e la quinta della scuola primaria (scuola elementare), la terza della scuola secondaria di primo grado (scuole medie), e le seconde e quinte della scuola secondaria di secondo grado (superiori).

Il quadro che ne emerge è quello di un sistema scolastico dai segnali contrastanti. Da un lato, si osservano alcuni miglioramenti nella scuola secondaria di secondo grado e una riduzione della dispersione scolastica; dall’altro, emergono criticità negli apprendimenti di base, in particolare nella scuola primaria, dove si registrano le flessioni più significative rispetto al 2025.Per quanto riguarda l’italiano, la percentuale di alunni che raggiunge almeno il livello di competenza previsto rimane più o meno stabile nella seconda classe della scuola primaria (67%), mentre diminuisce nella quinta primaria, passando dal 75% al 73%. Insomma, in quinta elementare c’è un 27% dei bambini che fa fatica a comprendere quello che legge.

Dati Rapporto Invalsi 2026

Anche nella terza classe della scuola secondaria di primo grado si registra una lieve flessione, con una riduzione dal 59% al 57% degli studenti che conseguono risultati almeno adeguati. Questi dati indicano un indebolimento delle competenze di comprensione del testo e di riflessione linguistica proprio nelle fasi conclusive del primo ciclo di istruzione. In altre parole, quasi la metà dei ragazzini e delle ragazzine delle medie non padroneggia la lingua italiana.

Le maggiori criticità riguardano tuttavia la matematica. In seconda primaria la quota di alunni che raggiunge il livello base passa dal 67% del 2025 al 64% del 2026, mentre in quinta primaria diminuisce dal 66% al 63%, con una perdita di tre punti percentuali in entrambi i livelli scolastici. Anche nella terza classe della scuola secondaria di primo grado si osserva una lieve flessione (dal 56% al 55%), sebbene meno marcata rispetto alla primaria. Secondo l’Invalsi, è proprio la scuola primaria a mostrare le maggiori difficoltà negli apprendimenti matematici, con risultati medi inferiori anche rispetto ai livelli registrati prima del Covid.

Dati Rapporto Invalsi 2026

Ma perché queste difficoltà? Secondo gli esperti dell’Istituto Invalsi tanta responsabilità ce l’ha avuta la pandemia. L’interruzione delle lezioni in presenza ha spezzato la continuità nell’apprendimento tradizionale. Il confronto con il periodo pre-pandemico (2019) chiarisce questi risultati. Se nella scuola secondaria di secondo grado gli apprendimenti mostrano ormai segnali di recupero, nella scuola primaria il recupero non è ancora completo. In particolare, in matematica i livelli medi risultano ancora più bassi di circa l’8-10% rispetto all’epoca pre-Covid, ed evidenziano come gli effetti della pandemia abbiano inciso in modo duraturo sull’acquisizione delle competenze fondamentali, soprattutto nei più giovani.

Dati Rapporto Invalsi 2026

Un altro dato di cui tener conto è la geografia dei risultati. Il Rapporto sottolinea che le difficoltà non sono distribuite in modo uniforme sul territorio nazionale. Restano significativi divari territoriali e socioeconomici, con risultati mediamente più bassi nelle regioni del Mezzogiorno e tra gli studenti provenienti da contesti socioeconomici meno favorevoli. Sebbene nel 2026 si osservino alcuni segnali di riduzione questi di questi divari, continuano a rappresentare uno dei principali fattori di disuguaglianza del sistema scolastico italiano.

Nel complesso, il Rapporto Invalsi 2026 restituisce l’immagine di una scuola che mostra elementi di resilienza e miglioramento, ma che continua a manifestare fragilità negli apprendimenti di base. Le flessioni registrate in italiano e, soprattutto, in matematica nella scuola primaria rappresentano un segnale di attenzione, poiché riguardano competenze essenziali sulle quali si costruiscono gli apprendimenti successivi.

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