Primi batticuori? Con il cellulare svanisce l’emozione

Che le stagioni non esistessero più lo avevamo già capito con il meteo. Ma che non esistessero più neppure in tema d’amore ce lo ha raccontato il professor Paolo Crepet. Se un tempo Franco Battiato cantava “la stagione dell’amore viene e va” e le estati erano colonne sonore ad accompagnare i primi innamoramenti, oggi tutto sembra essere annegato in uno spazio che non ha più voglia di aspettare, in cui tutto è precoce, frammentato e immediato. Posso tutto quel che voglio, verrebbe da dire, causa- anche in questo caso- dei telefonini, dell’esposizione ai social che hanno la responsabilità di far percepire tutto in modo filtrato.

C’era un tempo in cui la stagione dell’amore degli adolescenti si viveva tra sguardi furtivi, lettere scritte a mano e incontri segreti nei parchi. Era un periodo vibrante e pieno di aspettative, un rito di passaggio che portava con sé emozioni intensamente vissute.

Tuttavia, con l’avvento dei cellulari, questo capitolo della vita adolescenziale ha subito un cambiamento radicale. I cellulari hanno trasformato il modo in cui gli adolescenti comunicano e vivono le loro relazioni. La tecnologia ha reso possibile una connessione costante, riducendo le distanze fisiche ma, paradossalmente, creando spesso distanze emotive. (Non è un caso se moltissimo adolescenti ammettono di rivolgersi all’Ia quando hanno bisogno di trovare sostegno e conforto).

Le conversazioni che una volta avvenivano faccia a faccia sono ora mediate da schermi, emoji e messaggi di testo. L’intimità si è virtualizzata, e le emozioni si esprimono attraverso le notifiche e le reazioni sui social media.Uno degli aspetti più romantici della stagione dell’amore adolescenziale era l’attesa. Aspettare un incontro, una telefonata, o una lettera creava una suspense che amplificava l’intensità dell’emozione.

Con i cellulari, l’attesa è stata rimpiazzata dall’immediatezza. Una risposta istantanea è ormai la norma, e la pazienza è diventata una virtù sempre più rara. Inoltre, i cellulari hanno introdotto una nuova forma di pressione sociale. Perché agli adolescenti è chiesta una fatica in più: non solo devono gestire le relazioni ma devono anche preoccuparsi dell’immagine pubblica che queste relazioni generano.

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