Care vacanze prezzi record nel 2026 e famiglie indebitate: l’intervista ad Azzurra Rinaldi

La vacanza è diventato un lusso e le famiglie si indebitano. Ne abbiamo parlato con Azzurra Rinaldi, economista e docente di Economia politica Università Unitelma Sapienza di Roma, direttrice della School of Gender Economic. L’intervista è stata pubblicata sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 27 giugno 2026

di Manuela Vacca

 

Affittare una casa per risparmiare sulla vacanza d’agosto? L’esborso è comunque fuori misura. I dati più eclatanti emergono dall’indagine Codacons sulle offerte presenti su Booking.com per un pernottamento per due dal 14 al 21 agosto. Le vacanze stanno diventando care anche per i “ricchi” .

Il soggiorno più costoso segnalato nel centro storico di Firenze con un appartamento a 297 mila euro con l’opzione di rimborso in caso di cancellazione entro il 31 luglio. Un trullo in Salento? A Ceglie Messapica la spesa è di 238 mila euro. Tariffa scontata perché si partiva da 297 mila euro. Il problema è che il caro vacanze pesa di più su tutte le famiglie “normali” con aumenti nelle case e negli alberghi che questa estate raggiungono circa il 20% rispetto allo scorso anno.

E prendere un traghetto o un aereo? Assoutenti sottolinea il rincaro dei carburanti seguito alla guerra in Iran e il rialzo generalizzato delle tariffe praticate dalle società di navigazione: i biglietti per una famiglia con due figli e
auto al seguito costano in media il 10,9% in più rispetto al 2025. Nella tratta Civitavecchia-Olbia servono 1.665 euro con partenza l’8 agosto e rientro il 16.

Ne parliamo con Azzurra Rinaldi, economista e docente di Economia politica Università Unitelma Sapienza di Roma, direttrice della School of Gender Economics. Il suo ultimo libro, si intitola “Soldi, sesso e potere. Come il desiderio muove il mondo (e i mercati)”.

I prezzi salgono. Le famiglie sono già dietro ai rincari record dell’ortofrutta e ora non ci si può permettere più una vacanza a ferragosto…

«I dati di Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani, dicono che nel primo trimestre dell’ultimo anno gli italiani si sono indebitati per 100 milioni di euro solo per fare le vacanze. Quindi è un 18% in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Questo risponde a due dinamiche. La prima dei prezzi folli, cresciuti pure nel settore turistico perché è aumentato il resto senza andare incontro alle famiglie. D’altro canto abbiamo salari fissi da 30 anni e un potere d’acquisto ridotto del 7%, rispetto al 2016».

Quindi il caro vita non è una percezione errata delle famiglie. Dicono di non riuscire ad arrivare a fine mese e figurarsi una vacanza…

«No e glielo dobbiamo dire: sono dati oggettivi e non una percezione sbagliata. Dieci anni fa eravamo più ricchi in termini reali. Oggi tante cose non si possono fare per cui le famiglie si indebitano, non per il viaggio di nozze in Patagonia, ma per spese normali e anche un po’ socialmente indotte, come una settimana in vacanza ad agosto. Però per farlo, l’indebitamento è aumentato del quasi 20% in un anno: siamo al 18%, è tantissimo».

Rispetto al passato è aumentata l’occupazione, riporta il governo. Ma gli stipendi non crescono e in qualche caso sono persino diminuiti?

«Quando il governo parla di occupazione che aumenta parla di un dato complessivo. Se si disaggrega si scopre che la nuova forza lavoro creata è soprattutto per gli uomini sopra i 50 anni. Ecco che risulta pari a 37 anni l’età media di chi prende questi 100 milioni di euro di prestiti per fare le vacanze. Età molto più bassa rispetto a chi, di solito, chiede dei prestiti per altre cose».

Una madre deve garantire anche un equilibrio psicologico alla famiglia, perché vacanza è salute. Che consiglio darle?

«Esatto, è molto difficile. Parlo non solo da economista ma anche da madre di tre figlie. In piena stagione non si può fare, in cinque, il viaggio in aereo o in nave. Ma si può riuscire a mettere da parte, dieci o venti euro al mese, in un piano d’accumulo. Blocchiamo quei soldi, che peraltro ci danno un piccolo rendimento anche senza farci diventare ricchi, e nel frattempo mettiamo da parte delle risorse che, tra quattro anni, consentiranno forse di prendere in anticipo dei biglietti per andare in Giappone. Non può valere per tutti se le persone faticano ad arrivare alla fine del mese, però possiamo provare, in prospettiva, anche con poco».

Un suggerimento utile, ma un Paese come l’Italia non potrebbe fare di più anche con i salari?

«Si è rotto il patto del capitalismo, per il quale uno lavora e il sistema garantisce un’esistenza dignitosa. Infatti gli ultimi dati Caritas riferiscono il fenomeno dei working poor, i lavoratori poveri e le famiglie che chiedono di avere le buste di spesa mentre ai tempi dei nonni, anche con un solo stipendio, si riusciva a comprare casa e fare un mese di vacanza. Guardo a Paesi vicini a noi culturalmente e geograficamente come la Spagna. Il governo spagnolo, per la terza volta, ha alzato il salario minimo portandolo sopra i 16 euro. L’Italia, a 9 euro, è fra i pochi paesi europei che non si è ancora dotato di questa misura: è triste quando le persone pur lavorando non riescono a garantire a sé stessi e ai propri figli e alle proprie figlie un’esistenza dignitosa. In quel momento il ruolo delle istituzioni è di intervenire per forzare il sistema».

 

La copertina dell’ultimo libro dell’economista

Foto di apertura: Pixabay

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