Dove si informano i giovani? L’editoriale è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine di sabato 20 giugno 2026
di Manila Alfano
Non ci sono più le edicole di una volta. In tutti i sensi. Fisicamente prima di tutto: stanno sparendo dal territorio e chi resiste lo fa a fatica, spesso sostenuto più dalle figurine e dai prodotti collaterali che non dalla vendita dei giornali.
Eppure, si dirà, i giornali sono ormai principalmente on line. Facile acquistarli e fruirne sul telefonino su cui facciamo ormai tutto. Solo in teoria però, perchè in pratica, in questo quadro, mancano i giovani: elemento fondamentale in un discorso di prospettive. Dove sono? Come si informano? Dove trovano le notizie? Le leggono ancora sui quotidiani? Secondo una recente ricerca il 39% dei giovani sotto i 24 anni si informa principalmente attraverso i social media.
Ma peggio ancora si sa che le notizie non vengono più cercate attivamente, ma vengono scoperte tramite lo scroll su piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube, affidandosi spesso a creator indipendenti piuttosto che ai canali di informazione tradizionali. A discapito spesso dell’autorevolezza delle fonti. Qui infatti spesso le fake news sono di casa.
Eppure un dato confortante in tutto questo panorama esiste: i giovani si informano, non hanno perso la voglia di sapere, la curiosità di capire, trovare le chiavi di lettura per un mondo che ha evidentemente cambiato i codici di accesso. Il punto che resta da capire è come lo fanno, a quali strumenti si affidano per capire, per affrontare i nodi del mondo, e per farsi un’opinione. In questo numero lo abbiamo chiesto a Pietro Peligra, sapiente esperto di comunicazione che con i giovani ci lavora da sempre e sa come coinvolgerli, agganciarli. E lui lo ha capito meglio di chiunque altro: “l’informazione ha solo cambiato indirizzo”.
Ora la sfida è trovare quell’indirizzo per poter bussare alla porta, aprire un dialogo con le nuove generazioni, dove non c’è solo da insegnare ma anche da imparare. Porsi all’ascolto di un mondo emergente che esiste ma che troppo spesso non trova spazio nei tradizionali mezzi di comunicazione.
Come il «Six-seven» il tormentone virale del momento tra i più giovani. Un gesto delle mani che è diventato password di una comunità che si riconosce nella ripetizione stessa del gesto, ma ci è voluto il Papa perchè gli adulti se ne accorgessero.
Foto: Pixabay

