Nel mese designato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) della sensibilizzazione della salute riproduttiva è importante ribadire va protetta fin dall’infanzia, come dice il ginecologo Marco Grassi
di Redazione Mamme Magazine
I dati non lasciano scampo: la situazione è conclamata e in Italia i livelli di denatalità sono tra i pià bassi in Europa. Secondo i dati Istat, nel 2025 sono nati 355mila bambini, e sono 15mila in meno rispetto all’anno precedente. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, in calo rispetto all’1,18 del 2024, mentre l’età media al parto è salita da 32,6 a 32,7 anni.
La salute riproduttiva
Fondamentale, specie nel mese di giugno dedicato alla sensibilizzazione della salute riproduttiva (designato dall’Oms), parlare di salute riproduttiva. Una problematica che interessa molti e con un impatto medico, psicologico e sociale ancora spesso sottovalutato.
La coppia non è fertile
Quando si può dire che si è davanti alla coppia infertile per l’Oms? Viene solitamente così considerata una volta che trascorsi 12 mesi di rapporti regolari e non protetti. Ma talvolta il concepimento può avvenire anche dopo un periodo più lungo, e si arriva a valutare fino a 24 mesi prima di formulare una diagnosi definitiva di infertilità, Riguarda entrambe i sessi e le cause possono essere di diversa natura, compresi fattori legati allo stile di vita.
Il fattore tempo

Le cause
Tra i principali fattori di rischio modificabili in grado di influenzare la salute sessuale e riproduttiva dell’individuo si contano il fumo, l’obesità o l’eccessiva magrezza, l’esposizione a sostanze ambientali come derivati delle plastiche e degli idrocarburi, la sedentarietà ma anche l’attività fisica eccessiva.
In molti casi è possibile intervenire con diagnosi tempestive, terapie farmacologiche e trattamenti adeguati. Occorre prestare attenzione alle malattie sessuali.
«Le cause più frequenti di infertilità, sia maschile che femminile, sono rappresentate dalle malattie sessualmente trasmesse – chiarisce il ginecologo Marco Grassi – negli ultimi anni si è registrato un incremento delle patologie acute e croniche della sfera riproduttiva. Ogni giorno, nel mondo, si registra oltre un milione di nuove malattie sessualmente trasmissibili curabili nella fascia d’età tra i 15 ei 49 anni, la maggior parte delle quali asintomatiche».
La fase di crescita
Nel momento di transizione dalla fase infantile alla transizione verso l’adolescenza, il corpo e la sfera psicologica si trasformano fino al raggiungimento della maturità sessuale e della capacità di procreare. Questo periodo di cambiamento, proprio per la sua complessità, può favorire l’insorgenza di anomalie del sistema riproduttivo che, in età adulta, possono tradursi in condizioni di infertilità.
Ecco che occorre prevenire i fattori di rischio ed evitare gli scorretti stili di vita come il fumo di sigaretta e il consumo di alcol, entrambi particolarmente nocivi per la qualità degli spermatozoi e degli ovociti.
Trattare l’infertilità
Il medico avverte: «Una quota significativa dei casi è legata a disfunzioni ormonali che provocano anovulazione, spesso associata alla Pmos (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome) e l’endometriosi in questi casi si può ricorrere a modifiche dello stile di vita, terapie farmacologiche per indurre l’ovulazione e, quando necessario, interventi chirurgici, sempre accompagnati da un attento monitoraggio. Altre cause di infertilità includono alterazioni delle tube di Falloppio o patologie uterine congenite e acquisite, che possono richiedere trattamenti chirurgici, spesso con buoni tassi di successo -. chiarisce Grassi -. In alcuni casi specifici, come l’iperprolattinemia, la terapia farmacologica consente di ripristinare l’ovulazione».
Prevenzione e informazione corretta
Esiste la strada della procreazione medicalmente assistita (Pma), l’insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento, quando non sia possibile la procreazione spontanea e qualora altri interventi farmacologici e chirurgici siano inadeguati.
«Nel contesto attuale, la fertilità non è più un tema esclusivamente legato all’età adulta o alla fase della ricerca di una gravidanza, ma è un elemento di salute che va compreso e tutelato nel tempo, attraverso informazione corretta, prevenzione e attenzione ai fattori di rischio lungo tutto il corso della vita», conclude il dottor Marco Grassi.
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