Quello sguardo di Sinner che commuove più di mille coppe

L’editoriale del cartaceo di Mamme Magazine di sabato 23 maggio 2026

di Manila Alfano

 

Lo guardo del campione ora è tutto per la bambina che lo sta aspettando. Non è Danil Medvedev: lei è lì per Jannik. Eccolo il suo campione, che sembra un gigante dalle gambe lunghissime che tiene per mano la formichina. Una formichina che saltella e trotterella, che gli ricambia gli occhi pieni di entusiasmo per quello sguardo che ti cerca e ti riconosce. E fa niente se il cappellino non vuole stare bene in testa e lascia scoperta la testa velata, la sofferenza è solo abbozzata, come quella stoffa a proteggerla ancora. Ma quello che c’è adesso è pura gioia.

Occhi negli occhi capaci di spalancare il cuore: evviva, eccola la felicità che muove il mondo, che muove lei, che fa commuovere chi guarda, è lo sguardo che salva come diceva don Giussani perchè quanto vale essere riconosciuto dall’altro. Lo spieghiamo nelle pagine di questo numero, la prima relazione, fondamentale da cui dipende lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino parte con lo sguardo della mamma.

E poi la seconda cartolina: è la finale al Foro Italico. Il pubblico aspetta Sinner, ancora. E nell’aria echeggia il rumore dell’attesa: si chiacchiera, si guarda il telefonino, si osserva il campo perchè la partita sta per iniziare.
Adrenalina anche tra chi sta seduto figuriamoci per chi deve entrare e giocare con il mondo che ti punta i riflettori addosso.

Jannik entra sul Centrale del Foro Italico, non si sa ancora che diventerà di li a poco il secondo italiano, dopo Panatta a trionfare cinquant’anni dopo ma intanto c’è il suo bambino che lo aspetta per accompagnarlo.

Fa molta fatica a camminare. Mano nella mano il campione rallenta e prende il suo passo. Il rumore della gente si fa silenzio. Non c’è fretta, abbiamo tutto il tempo del mondo sembra volergli dire al piccolo tutto impegno e serietà. La pressione, le televisioni di tutto il mondo, il pubblico resta fuori leggero e impercettibile.

È un momento carico di emozione. La finale poi si gioca. Si vince o si perde come ogni partita. Certi gesti invece restano lì per sempre per spingere avanti il cuore in un tempo che ci fa più grandi di un risultato. Più di mille coppe. Più di mille traguardi perchè la vittoria vera è questa: lo sguardo di un bambino che viene visto dal suo campione.

Foto: Social ufficiale JSinner

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