Siamo ciò che compriamo. Così le nostre scelte sono lo specchio di noi

L’editoriale del numero cartaceo di Mamme Magazine di sabato 9 maggio 2026

di Manila Alfano

 

Chi siamo diventati ce lo raccontano i consumi. Sembra strano da dire, ma è così. Siamo quello che consumiamo, soprattutto in tempo di razionalizzazione. Per cosa spendiamo? a cosa non riusciamo o non vogliamo rinunciare? L’Istat come sempre ci regala la fotografia nitida del nostro Paese.

E ci mostra un cambiamento, o meglio, un’evoluzione lunga centosessantanni.

la storia dei consumi dunque diventa un percorso che va dagli anni più difficili e drammatici, la guerra, la miseria, la difficoltà di soddisfare i bisogni primari. A partire dalla fame che ancora morde in gran parte del Paese. Il grande poetaTonino Guerra, l’aveva scritto nella straordinaria poesia Farfalla: Contento proprio contento sono stato molte volte nella vita ma più di tutte quando mi hanno liberato in Germania che mi sono messo a guardare una farfalla senza la voglia di mangiarla”.

E’ la fine della fame e della disumanizzazione vissute nel campo di concentramento in Germania, un inno alla bellezza ritrovata, alla vita e alla speranza, indicando la capacità di rispettare la natura e la meraviglia, liberandosi dall’istinto di sopravvivenza.

Poi, passati gli anni bui arrivano gli anni del boom, sono gli anni in cui la ripresa c’è e si vede, si vive. Si compra. Nelle case degli italiani entrano elettrodomestici, televisori, telefoni fissi. Il benessere bussa anche alle nostre porte. Fino ad arrivare ad oggi a qualcosa che a partire dal carrello della spesa qualcosa si vede che è cambiato

A partire dalla razionalizzazione dei consumi, come spiega il sociologo Mario Abis, che non è sintomo solo di maggiore consapevolezza, piuttosto di sinonimo di contrattura. Si pensa a cosa comprare perchè c’è paura di sprecare, perchè c’è bisogno di scegliere e quindi di evitare qualcosa, di rinunciare a qualcosa

E qui arriva il punto più importante: a cosa non si rinuncia più? Alla tecnologia che poi, stringi stringi è il cellulare, appendice imprescindibile da noi tutti. Non potremmo più vivere senza, lo sperimentiamo ogni giorno, e quando succede di dimenticarlo da qualche parte per un po’ andiamo nel panico.

Non essere connessi, perdere pezzi ormai non è più nelle nostre abitudini. Una finestra sul mondo illusoria però perchè di fatto se siamo convin

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