Quando i campioni sono giovani è la vittoria di tutti

Questo editoriale è stato pubblicato sull’inserto cartaceo di Mamme Magazine di sabato 21 marzo 2025

di Manila Alfano

 

Quando i campioni sono giovani, come Kimi Antonelli, il secondo pilota più giovane di sempre a vincere un Gran Premio, sale un brivido di orgoglio collettivo accelerato. Quando a vincere sono i giovani, e lui lo è davvero, classe 2006, talmente giovane che fino all’anno scorso non aveva neppure la patente, ci scopriamo ancora più orgogliosi.

È la risposta all’appello del presidente Mattarella che chiede ai giovani a non essere rassegnati o passivi, ma a farsi artefici del loro destino, a essere coraggiosi ed esigenti, pretendendo un futuro all’altezza. Antonelli non è il solo, li abbiamo visti con le medaglie al collo alle Olimpiadi.

Ma se nello sport è più facile vederli, intercettarli e riconoscerli perchè la luce mediatica si accende in un lampo, dobbiamo essere consapevoli che i giovani italiani eccellono in molti altri campi. Descritti e raccontati fin troppo spesso come diffidenti e arrabbiati, si scoprono invece esigenti e determinati.

Capaci di grande impegno seguito da ottimi risultati. La lista è lunga e varia.

Come Alessandro Bonato, giovanissimo e promettente direttore d’orchestra che ha appena compiuto trent’anni, noto per essere stato il più giovane direttore dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana a soli 25 anni, il ballerino Kevin Hena, nuova promessa della danza, la curatrice d’arte Valentina Buzzi e degli chef Davide Marzullo e Andrea Selvaggini.

Giovani talenti, aiutati da una volontà di ferro. Perchè senza questa forza il talento da solo non basta. Serve dedizione e impegno, fatica e lavoro per realizzare se stessi.

Ma il talento a volte è anche questione di cultura come ci spiega la professoressa Maria Assunta Zanetti, direttore del laboratorio italiano di ricerca e sviluppo del talento, del potenziale e della plusdotazione dell’Università di Pavia.

I bambini “gifted” spesso tendono a nascondersi perchè hanno paura di non essere accettati. Le bambine sono ancora più abili nel mimetizzarsi. Lo fanno per non essere considerati diversi, per essere accettati. E spesso non ci riescono ugualmente. Oggi c’è più attenzione, da parte dei genitori e da parte delle scuole.

È la teoria della ghianda, di James Hillman, il filosofo e psicologo americano che nel suo libro capolavoro il Codice dell’anima sostiene che realizzare il proprio Potenziale, sviluppare il proprio Talento è l’unico modo per realizzare se stessi e dunque per essere felici.

Una sfida che parte dai genitori, che hanno il compito di incoraggiare e spronare. Senza scorciatoie.

Foto: Pixabay

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