Secondo le stime, interessa fino all’85% dei ragazzi durante la crescita. Troppo spesso, però, viene sottovalutata. Una guida utile per i genitori con i consigli di un’esperta
di Angelica Amodei
L’acne è una condizione molto diffusa tra gli adolescenti e può causare disagio non solo per gli inestetismi cutanei, ma anche per le possibili ripercussioni sul benessere psicologico. Ne parla una grande esperta: la dermatologa Ines Mordente. Secondo le stime, interessa fino all’85% dei ragazzi durante la crescita.
Nonostante ciò, viene ancora spesso sottovalutata e considerata una fase passeggera. In realtà, in molti casi può incidere sull’autostima, sulle relazioni sociali e sulla quotidianità. Per questo è importante affrontarla in modo corretto, fin dalle prime manifestazioni, evitando soluzioni improvvisate e affidandosi a un percorso strutturato.
Il percorso da seguire

Il primo passo è corretto: rivolgersi a uno specialista. Non va trascurata o accettata come una condizione legata spesso al periodo dell’adolescenza. Tra l’altro l’acne non è solo pelle: riguarda tutto l’equilibrio del corpo.
Una scoperta che sorprende molti genitori è quanto l’acne sia collegata a diversi fattori: alimentazione, ormoni, stress, stile di vita. Per questo oggi l’approccio più efficace tende a essere più ampio e personalizzato. In alcuni casi, significa anche rivedere piccole abitudini quotidiane.
E farlo insieme, in famiglia, può davvero fare la differenza. È bene sottolineare, inoltre, che l’acne non si risolve in una sola visita. È una condizione che richiede tempo, costanza e aggiustamenti progressivi della terapia. Le cure — creme o farmaci — possono impiegare settimane, a volte mesi, per dare risultati visibili.
Nel frattempo, è facile che i ragazzi perdano motivazione e interrompano tutto. Ed è proprio qui che entra in gioco un elemento fondamentale: la continuità della cura. Oggi, anche grazie alla telemedicina, è più semplice mantenerla.
Un supporto continuo, anche a distanza
Negli ultimi anni si stanno diffondendo piattaforme digitali dedicate alla gestione dell’acne, che permettono di seguire i pazienti nel tempo.
Attraverso questi strumenti, ragazzi e genitori possono:
- aggiornare lo stato della pelle con fotografie
- comunicare con il team medico
- ricevere indicazioni personalizzate
- adattare la terapia in base ai progressi
Il vantaggio principale? Non dover aspettare settimane per un controllo, ma sentirsi seguiti passo dopo passo.
Digitale e visite in presenza: un approccio integrato
Una buona notizia, soprattutto per chi non vive in grandi città: oggi è possibile iniziare un percorso di cura anche a distanza. La telemedicina permette di accedere più facilmente a uno specialista, riducendo tempi e spostamenti. AcneRevolution (www.acnerevolution.it) è una piattaforma dedicata esclusivamente alla cura dell’acne.
Ad oggi ha già seguito 35 mila pazienti attraverso un percorso digitale integrato che affianca la visita tradizionale. Quando necessario, resta comunque fondamentale il supporto di visite in presenza o trattamenti ambulatoriali.
L’obiettivo è unire il meglio di entrambi i mondi: una medicina più accessibile, ma anche più continua e vicina ai bisogni dei ragazzi. Medicina tradizionale e medicina tradizionale lavorano insieme. “Permette una cura più continua, pù accessibile e più vicina ai pazienti”, spiega il dottor Riccardo Cassese, medico e Ceo di Acne Revolution.
Prima valutazione
Si parte sempre da una visita iniziale (online o in presenza), durante la quale il medico analizza la situazione e definisce una terapia su misura.
Monitoraggio nel tempo
Il percorso prosegue con controlli regolari: aggiornamenti, foto e feedback aiutano ad adattare la cura in modo efficace. I tempi variano da caso a caso, ma in genere servono almeno 3-6 mesi per ottenere risultati stabili.
Il ruolo dei genitori
Soprattutto all’inizio, il supporto di mamma e papà è fondamentale per aiutare i ragazzi a seguire con costanza il percorso. Quando tuo figlio ha l’acne, la cosa più importante non è trovare una soluzione veloce, ma iniziare un percorso serio e continuo.
Con le giuste informazioni, il supporto medico e un po’ di pazienza, è possibile affrontarla nel modo corretto — senza improvvisare, e soprattutto senza far sentire i ragazzi soli.
Foto: Pixabay

