La salute passa anche dalla pelle. Per curarla oggi sono di grande aiuto le tecnologie come luci e laser medicali ma l’approccio deve essere personalizzato
di Angelica Amodei
Dalla correzione degli inestetismi al trattamento delle cicatrici patologiche, luci e laser medicali rappresentano oggi uno degli strumenti più avanzati per la cura della pelle.
Tecnologie sempre più precise e versatili, che però non sono tutte uguali e, soprattutto, non sono adatte a ogni paziente. Per ottenere risultati efficaci e sicuri, sono fondamentali una diagnosi accurata e un approccio personalizzato.
Bellezza ma anche benessere psicologico
La pelle riflette lo stato di salute, l’età e lo stile di vita di una persona. Alterazioni visibili, come discromie o irregolarità della texture, ma anche problematiche più complesse come cicatrici dolorose o limitanti, possono incidere non solo sull’aspetto estetico, ma anche sul benessere psicologico e sulla qualità della vita. In questo contesto, le tecnologie basate su luce e laser hanno assunto un ruolo sempre più rilevante anche in ambito clinico.
Le nuove tecnologie
Oggi questi strumenti permettono di intervenire in modo mirato, sia sugli strati superficiali sia su quelli più profondi della cute, trattando un ampio spettro di condizioni: dalle discromie alle lesioni vascolari, dalle cicatrici atrofiche, ipertrofiche e cheloidee alle neoformazioni cutanee benigne, fino al supporto terapeutico in patologie infiammatorie come acne e rosacea.
Possono inoltre essere utilizzati in alcune condizioni precancerose superficiali e in casi selezionati come alternativa terapeutica per patologie come l’onicomicosi.
L’esperta del SideMast
“Luci e laser medicali non sono una soluzione standard, ma strumenti complessi che richiedono competenze specifiche”, spiega la professoressa Stefania Guida, professore Associato di Dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e membro del Direttivo SIDeMaST.
“È fondamentale conoscere la fisiologia della pelle, i meccanismi di interazione tra luce e tessuti e i possibili rischi, per garantire trattamenti efficaci e sicuri. Parlare genericamente di ‘laser’ è fuorviante: esistono tecnologie diverse, con indicazioni specifiche”.
La diagnosi
Proprio per questo, il primo passo resta sempre la diagnosi dermatologica. Lesioni apparentemente simili, come macchie o piccole escrescenze, possono avere origini molto diverse e non tutte sono trattabili con laser.
La valutazione si basa su un esame clinico e dermoscopico e, quando necessario, può essere supportata da tecniche di diagnostica avanzata non invasiva, come la microscopia confocale o la tomografia a coerenza ottica. Un corretto inquadramento diagnostico consente di distinguere le condizioni benigne da quelle che richiedono ulteriori approfondimenti e di impostare il percorso terapeutico più appropriato.
Un altro aspetto chiave è il monitoraggio dei risultati. Accanto all’evoluzione delle tecnologie laser, si sono sviluppati strumenti di imaging sempre più sofisticati, come la fotografia standardizzata, l’imaging tridimensionale e l’analisi multispettrale.
Questi sistemi permettono di valutare in modo oggettivo i cambiamenti della pelle nel tempo e di adattare progressivamente i protocolli di trattamento.
I trattamenti con luci e laser medicali devono quindi essere considerati veri e propri atti medici. Dalla scelta della tecnologia alla definizione dei parametri, dalla gestione pre e post trattamento fino al follow-up, ogni fase richiede competenza e attenzione. Se utilizzate correttamente, queste tecnologie sono sicure e le complicanze sono rare e gestibili. Il rischio maggiore resta l’utilizzo da parte di personale non adeguatamente formato.
Innovazione e sicurezza devono quindi procedere insieme. Le luci e i laser medicali rappresentano oggi una risorsa preziosa per migliorare non solo l’aspetto della pelle, ma anche la sua funzionalità e il benessere complessivo del paziente, a condizione che siano impiegati in modo appropriato e sotto la guida di professionisti qualificati.
Foto: Pixabay

