Difendiamo i ragazzi sempre più illusi di avere l’amico immaginario

L’editoriale pubblicato sull’inserto cartaceo di Mamme Magazine uscito sabato 28 febbraio

di Manila Alfano

 

Soli sì, ma isolati mai. L’inedito è proprio qui: per la prima volta gli adolescenti hanno tagliato i ponti con i coetanei e soffrono chiusi (ma iperconnessi) tra le mura del loro castello.

Gli adolescenti e i rapporti complicati e difficili, si sa: i genitori, i professori, i litigi con gli adulti a prescindere. Tutto è in discussione e tutto si contrasta, si critica. Addirittura secondo studi scientifici i ragazzini sentirebbero un vero e proprio fastidio solamente a sentire il suono della voce della madre, mentre quella dei coetanei produrrebbe un effetto positivo.

Questione di appartenenza, di riconoscimento, è così da sempre. Lo sappiamo perchè adolescenti lo siamo stati e in alcuni casi ci facciamo i conti n qualità di genitori. Non è facile, nè da una parte nè dall’altra e non lo è mai stato; il passaggio è delicato, la strada in salita e alla fine, anche se ti prospettano la fine del tunnel, resta comunque un percorso faticoso e pieno di tensione.

Oggi però c’è un tassello da aggiungere in più che si presenta ai tempi dell’iperconnessione come spiega il professor Daniele Novara. I ragazzini stanno sperimentando qualcosa che alle generazioni precedenti era stato
risparmiato: l’isolamento dai loro compagni per preferire l’Intelligenza artificiale.

Ragazzini che si rintanano tra le braccia di una macchina pensando di parlare con un amico. Sembra una scorciatoia, un modo per aprirsi a costo zero, senza essere criticati o giudicati. Non ho amici? A che mi servono se ho tra le mani un confidente immaginario a cui raccontare tutto, un amico invisibile ma presente che mi ascolta in ogni momento e che mi parla, mi risponde, mi da consigli.

Amicizia in greco si dice Philia. Lo ha raccontato bene RobertoVecchioni in una sua magistrale lezione. La Philia tra i greci era considerata un sentimento ancora più alto dell’amore, un sentimento disinteressato e vero, dove non hai nulla da guadagnare, non c’è utilità e semplicemente perché è spiritualmente affine a te, è il completamento di te, è qualche cosa che non potevi non incontrare nella vita. La Philia è qualcosa che nasce e non può morire, puoi avere nuovi amici ma i veri grandi amici te li tieni sempre.

Ecco perchè ricorrere all’Ia non solo è un’illusione ma sa tanto di aberrazione. Una birra la pub al tavolino seduti da soli, uno schermo acceso con cui parlare al posto dell’amico e solitudini siderali tutti intorno.

 

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