L’intervista al professor Ermanno Greco, uno dei massimi esperti internazionali di riproduzione
di Angelica Amodei

Professore, perché sempre più coppie si rivolgono alla fecondazione assistita? Quali sono le cause di questo aumento delle richieste?
«L’Italia vive un vero e proprio inverno demografico: ogni anno l’Istat registra un numero sempre più basso di nascite. Nel 2024 sono nati meno di 380.000 bambini. Uno dei fattori principali è che si fanno figli sempre più tardi e questo comporta la nascita di meno figli e un aumento naturale dell’infertilità».
Perché è così aumentata l’infertilità nelle coppie?
«Sono diversi fattori. Il primo è che oggi si cercano gravidanze in età troppo avanzata. Questo aumenta le difficoltà soprattutto nella donna. Inoltre osserviamo un aumento dei problemi di fertilità degli uomini. Il motivo è legato in larga parte all’ambiente, all’inquinamento. La formazione degli spermatozoi è un processo molto sensibile agli inquinanti e agli interferenti endocrini, di cui ormai purtroppo siamo circondati. Pensi che abbiamo trovato la presenza di microplastiche all’interno del liquido seminale, il che dà un’idea del livello di esposizione ambientale. E così non sempre un liquido seminale ‘normale’ garantisce la fertilità».
E per quanto riguarda le donne?
«Le donne posticipano molto l’età della maternità. Nei centri di fecondazione assistita è difficile vedere donne giovani, se non in presenza di una patologia maschile. L’età media delle donne che accedono alla procreazione medicalmente assistita è intorno ai 38–39 anni. Ed è bene sottolineare che questo rappresenta un problema. Dopo i 35 anni la qualità ovocitaria peggiora. Ecco perché oggi si parla sempre di più di “social freezing”, ossia la possibilità di congelare gli ovociti prima dei 35 anni. I congelamento è coperto dal Ssn solo per motivi oncologici. Nei centri privati il costo è intorno ai 3 mila euro. A questo vanno aggiunti i farmaci, che non sono a carico del Ssn».
E la fecondazione medicalmente assistita?
«Nel privato i costi vanno dai 5 mila euro per le tecniche più semplici ai 7 mila euro per quelle più sofisticate. Le tecniche più avanzate permettono la diagnosi genetica preimpianto, che consente di trasferire nell’utero un embrione sano dal punto di vista cromosomico, aumentando le probabilità di impianto».
Dal 2025 la fecondazione assistita è entrata nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, l’elenco ufficiale delle prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale…
«È così ma ci sono tante richieste e lunghe liste di attesa. Dovrebbero aumentare i centri pubblici in grado di offrire queste prestazioni gratuitamente. In una donna il fattore tempo è fondamentale. Ecco perché crescono le richieste nei centri privati».
C’è ancora un ‘turismo’ all’estero?
«No.In Italia sono consentite tutte le principali tecniche: fecondazione eterologa, donazione di gameti, congelamento degli embrioni. Le possibilità e i costi sono identici a quelli dell’estero».
Cosa non è consentito in Italia?
«La fecondazione assistita per donne single, per coppie omosessuali e la post mortem usando il seme del marito o compagno scomparso».
E la donazione di ovociti? L’Italia non ha banche di gameti…
«Sì ma li importiamo. Per cui non cambia nulla rispetto a paesi stranieri, accediamo alle stesse banche estere. Evitiamo questi viaggi, uno stress importante specie per la donna».
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