Un’indagine su oltre 14.700 giovani mostra un quadro più preciso sul rapporto che gli adolescenti hanno con il corpo. L’articolo è stato pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine del 17 gennaio 2026
di Alessia Dalla Riva
La fase di sviluppo adolescenziale è quella notoriamente più delicata per ciò che concerne l’accettazione del proprio corpo e del proprio sentire. Nonostante l’immaginario collettivo guardi alle e agli adolescenti di oggi come una generazione libera da costrizioni sociali e da giudizio, i ragazzi e le ragazze manifestano un malessere diffuso rispetto a questi aspetti.
L’organizzazione internazionale ActionAid Italia, che da oltre 50 anni opera affinché ogni persona e comunità possa godere pienamente dei propri diritti, ha condotto l’indagine “Affettività e stereotipi di genere. Come gli adolescenti vivono relazioni, genere e identità” realizzata con Webboh Lab nel 2025, inquadrandola nel lavoro di contrasto delle diseguaglianze educative e nel progetto “Youth for Love”, supportato dal 2022 attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
L’indagine, basata su un campione di oltre 14.700 adolescenti, restituisce un quadro articolato sulle forme di violenza che attraversano l’adolescenza, con particolare attenzione a sessualità, affettività, percezione del corpo e consenso.
In questi ambiti il report approfondisce anche il rapporto che gli adolescenti hanno con il loro corpo e la correlazione con il rischio di discriminazioni e malessere personale. Dalle risposte emerge che l’80% degli intervistati dichiara di avere uno sguardo critico sul proprio corpo spesso o con una certa frequenza.
Analizzando le fasce d’età, tra chi ha più di 15 anni, il pensiero critico sul corpo è ancora diffuso: il 53,2% “spesso”, a fronte di appena il 6,9% che dice “mai”. Non solo, a quasi metà (48,6%) del campione, è capitato di “modificare il proprio modo di vestire per paura di essere giudicate per il proprio corpo”. Più della metà (media 7,7 su 10) non nasconde di “voler modificare qualcosa del proprio aspetto, non per sé stessi, ma per non subire giudizi”. La pressione sociale estetica ha un impatto significativo sulla costruzione dell’identità personale e il giudizio può limitare la scoperta e l’espressione della stessa.
Liberare il proprio corpo e scegliere le forme e le modalità di espressione tramite, per esempio, l’abbigliamento, non possono essere processi che subiscono censure o discriminazioni, sulla base di stigmatizzazioni sociali. Queste tematiche trovano riscontro in una recente indagine svolta in Italia da AstraRicerche e commissionata da Dove, brand Unilever nato nel 1957 negli Stati Uniti che da sempre sostiene le ragazze e promuove l’accettazione del proprio corpo.
Ad emergere è infatti il peso centrale del giudizio altrui: il 47% delle ragazze italiane si sente a disagio per le pressioni che le vorrebbero in forma e attraenti e, nel 45% dei casi, le critiche subite provengono soprattutto da compagni e coetanei, anche dello stesso genere. Per mettere a disposizione strumenti a supporto dei ragazzi e delle ragazze che li aiutino a lavorare sul loro mondo interiore e sulla capacità di riconoscere ciò che li rende unici e per aiutare le nuove generazioni a costruire la fiducia in sé stessi, la stima, la sicurezza e il rispetto di sè, da più di 20 anni “Dove” si impegna con il “Progetto Autostima” con il desiderio di riscrivere il concetto di Bellezza Autentica e fornendo un’alternativa agli standard di bellezza irraggiungibili e poco realistici.
«Ad oggi l’iniziativa, presentata anche all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha toccato la vita di oltre 114 milioni di ragazzi e ragazze in ben 153 Paesi. In Italia il programma ha già raggiunto più di 2 milioni di giovani, con l’obiettivo di aiutarli a crescere con maggiore autostima e fiducia in sé stessi, attraverso la proposta di kit formativi pensati per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Dal 2019 fino ad oggi, sono state coinvolte 75mila classi con l’obiettivo per l’anno scolastico 2025/2026 di arrivare a 90mila» dichiara Ugo De Giovanni, General Manager Personal Care Unilever Italia.
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