L’importante ruolo dei nonni nelle famiglie italiane. L’articolo è stata pubblicato sul cartaceo di Mamme Magazine del 20 dicembre 2025
di Alessia Dalla Riva
I nonni, fortunato chi ce li ha. Oltre ad offrire affetto e sicurezza e a custodire tradizioni e valori, i nonni sono i veri e propri pilastri del welfare familiare, andando a colmare le lacune di politiche e servizi che dovrebbero garantire il benessere dei cittadini e delle famiglie ma che si scontrano con il contesto economico e sociale precario del nostro Paese.
In Italia la speranza di vita è tra le più alte con una media di 83,4 anni e se si considera che per convenzione la popolazione anziana è quella a partire dai 65 anni, stando ai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) il 1° gennaio 2025 quasi un quarto degli italiani, pari a circa 14,5 milioni di persone, rientra in questa fascia di età a fronte di appena 9 milioni di minori.
Tuttavia i profili degli anziani sono cambiati e sono molto diversi tra loro rispetto al passato dal punto di vista dell’autonomia, della salute, degli stili di vita e del grado di partecipazione alla società. Oggi si parla infatti di “active aging”, cioè di invecchiamento attivo. Questa espressione è usata per identificare il fenomeno che va di pari passo con la questione demografica e l’invecchiamento della popolazione in relazione al processo di ottimizzazione delle opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza per migliorare la qualità della vita man mano che le persone invecchiano.
Insomma gli anziani sono sempre di più e il loro ruolo nella società acquista maggiore rilevanza in particolare nelle dinamiche familiari. Dai dati dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp), emerge infatti che quasi il 60% delle famiglie italiane affida la cura dei figli ai nonni in un sistema sociale particolarmente carente dal punto di vista dei servizi alla persona, e in un Paese come il nostro dove anche per questioni culturali si delega ai familiari l’assistenza e la cura dei propri cari.
I dati raccolti da Istat raccontano inoltre che circa un terzo dei nonni si dedica ad accudire quotidianamente i nipoti, il 31,6% contribuisce all’organizzazione familiare accompagnando negli spostamenti o dando ospitalità ai piccoli e infine il 26% collabora alle spese familiari con l’acquisto di beni come cibo e vestiario. Dal punto di vista della suddivisione dei compiti, la quota delle nonne è sempre più alta nelle attività di assistenza, cura e gestione, mentre i nonni partecipano maggiormente alle questioni burocratiche ed economiche. Secondo una stima di Coldiretti, addirittura un nonno su tre aiuta figli e nipoti dal punto di vista economico nonostante il 63% degli anziani percepisca meno di 750 euro di pensione al mese.
I nonni sono insomma il fulcro di quella rete di sostegno che aiuta le famiglie dando supporto pratico e morale ai neogenitori, facendosi carico del babysitting e colmando le carenze di servizi come gli asili nido che, sempre secondo i dati Istat, garantiscono un posto a poco più di un bambino su 4 e infine colmano la carenza di servizi come il trasporto a scuola o la ristorazione scolastica.
Grazie al loro contributo nella gestione della quotidianità, i nonni sono di fatto il vero welfare sostitutivo per le famiglie nonchè il pilastro della collaborazione intergenerazionale, con una presenza imprescindibile e quasi strutturale che fa emergere le gravi mancanze di servizi da parte dello Stato. Punti di riferimento il cui importante contributo incide quindi sugli equilibri economici e sociali del nostro Paese, anche le nonne e i nonni meritano di essere celebrati: per ricordare il loro ruolo di figure straordinarie all’interno delle famiglie, da vent’anni, è stata infatti dedicata un’apposita giornata nazionale che, non a caso, cade il 2 ottobre, giorno degli Angeli Custodi.
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